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D.M. 55/2014

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Assegno sociale stranieri: soggiorno lungo e diritto
Il Tribunale di Torino ha riconosciuto il diritto all'assegno sociale a un cittadino straniero, chiarendo che il possesso continuativo di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è prova sufficiente per soddisfare il requisito della residenza legale e continuativa di dieci anni in Italia. La sentenza ha stabilito che, una volta accertata la sussistenza dei requisiti sostanziali, l'iniziale diniego dell'ente previdenziale per una tardiva presentazione documentale non può precludere il diritto alla prestazione. Il caso in esame riguardava la richiesta di assegno sociale stranieri, e la decisione sottolinea l'importanza della storia dei permessi di soggiorno come elemento probatorio.
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Responsabilità direttore lavori: la Cassazione decide
In un caso di gravi difetti in un appalto condominiale, la Corte di Cassazione ha confermato la piena responsabilità del direttore dei lavori, in solido con l'impresa esecutrice. La sentenza stabilisce che il professionista ha un inderogabile dovere di alta sorveglianza per prevenire vizi e difformità, non potendo limitarsi a una mera constatazione ex post. Questa responsabilità non può essere esclusa da clausole contrattuali che la attribuiscano unicamente all'appaltatore, specialmente in presenza di gravi difetti che toccano la funzionalità e la sicurezza dell'immobile.
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Compenso avvocato: valore della domanda o transazione?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sul calcolo del compenso avvocato. In una causa per il pagamento di onorari, il Tribunale aveva liquidato il compenso basandosi sul valore della transazione, notevolmente inferiore alla richiesta iniziale. La Suprema Corte ha cassato la decisione, stabilendo che, per le domande di valore determinato, il compenso va calcolato sul valore della domanda originaria, non sull'importo effettivamente recuperato tramite transazione. Questa decisione riafferma un principio cruciale per la determinazione degli onorari professionali.
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Fondo di Garanzia TFR: il diritto al pagamento
Una lavoratrice, non pagata dal suo ex datore di lavoro insolvente, si rivolge al Fondo di Garanzia per ottenere il TFR. L'ente nega il pagamento eccependo la prescrizione del diritto. Il Tribunale di Torino accoglie il ricorso della lavoratrice, condannando il Fondo al pagamento. La decisione sottolinea come le azioni esecutive contro il datore di lavoro interrompano la prescrizione e come una documentazione completa sia cruciale per l'accoglimento della domanda per il Fondo di Garanzia TFR.
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Spese giudizio divisione: chi paga in caso di pignoramento?
Una sentenza del Tribunale di Torino chiarisce la ripartizione delle spese nel giudizio di divisione di un immobile cointestato, scaturito da un pignoramento a carico di uno solo dei comproprietari. Il provvedimento stabilisce un doppio criterio: il debitore, per il principio di soccombenza, deve rimborsare integralmente le spese legali ai creditori che hanno agito. Le spese funzionali alla divisione (es. CTU), invece, vengono poste a carico della massa e ripartite tra tutti i comproprietari in base alle rispettive quote, poiché rispondono a un interesse comune.
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Modifica Contratto di Agenzia: la prova scritta decisiva
Una società mandante ha contestato delle commissioni dovute a un'agente, sostenendo che una "circolare sconti" avesse modificato il loro contratto. I tribunali, inclusa la Cassazione, hanno respinto le pretese della mandante, stabilendo che la modifica contratto di agenzia richiede una prova scritta e l'accettazione da parte di un legale rappresentante, elementi che in questo caso mancavano.
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Equo indennizzo: calcolo e motivazione della Corte
Un lavoratore ha richiesto un equo indennizzo per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare in cui era creditore. La Corte di Cassazione ha respinto sia il ricorso del lavoratore, che chiedeva un importo maggiore, sia quello del Ministero, che contestava la data di inizio del calcolo del ritardo. La Corte ha confermato che il ritardo decorre dalla data di presentazione della domanda di ammissione al passivo e che una motivazione concisa sull'importo dell'indennizzo è sufficiente, purché tenga conto degli elementi chiave del caso.
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Caduta scale bagnate: onere della prova del danno
Una donna cade sulle scale condominiali bagnate a causa delle pulizie in corso e cita in giudizio il Condominio per ottenere il risarcimento dei danni. Il Tribunale di Torino ha respinto la domanda, sottolineando che l'attrice non ha adempiuto al proprio onere della prova. Non è stato sufficiente dimostrare la caduta e la presenza di acqua, ma era necessario provare il nesso causale, ovvero che la caduta sia stata provocata specificamente dalla scivolosità del pavimento, con una descrizione dettagliata della dinamica. In assenza di tale prova, la richiesta di risarcimento è stata rigettata.
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Errore giudiziario e rimborso: le spese legali non
Analisi di una sentenza sull'errore giudiziario. Un cittadino, ingiustamente condannato a causa di un furto d'identità e poi assolto in sede di revisione, ha richiesto la riparazione del danno. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene la riparazione sia dovuta anche in assenza di detenzione, le spese legali sostenute per ottenere la revisione non rientrano tra i danni indennizzabili dallo Stato.
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Opposizione preavviso di fermo: quando è possibile?
Una cittadina ha presentato opposizione a preavviso di fermo amministrativo sostenendo che il credito fosse prescritto. Sia l'ente creditore che l'agente di riscossione hanno impugnato la decisione di primo grado, favorevole alla cittadina, sostenendo che la mancata opposizione alla precedente cartella esattoriale rendesse il credito definitivo. La Corte d'Appello ha respinto gli appelli, chiarendo che per i crediti di natura ordinaria, l'opposizione preavviso di fermo per motivi di merito come la prescrizione è sempre possibile, non essendo previsti termini di decadenza. Ha inoltre confermato la condanna in solido di creditore e agente di riscossione al pagamento delle spese legali.
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Compenso avvocato revocatoria: il valore della causa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17996/2024, chiarisce i criteri per la liquidazione del compenso dell'avvocato in un'azione revocatoria. La Corte stabilisce che il valore della causa non è indeterminato, ma deve essere calcolato in base al valore effettivo della controversia, permettendo al giudice di adeguare l'onorario in caso di manifesta sproporzione con il valore formale della domanda. Viene inoltre confermato che la richiesta di compensi separati per più avvocati, se non avanzata in primo grado, è inammissibile in sede di reclamo.
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Opposizione stato passivo: onere della prova del creditore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista la cui richiesta di compenso in un fallimento era stata parzialmente respinta. La decisione si fonda su un principio procedurale cruciale: nell'opposizione allo stato passivo, il creditore ha l'onere di indicare specificamente tutti i documenti a sostegno della sua tesi, anche se già depositati nella fase precedente. La mancata indicazione di un documento chiave (una procura alle liti) è stata fatale, confermando la decisione del giudice che aveva ritenuto l'accordo originario sui compensi superato (novato).
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Compenso avvocato fallimento: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17965/2024, chiarisce le regole per la liquidazione del compenso dell'avvocato che assiste un fallimento. Se l'accordo transattivo con la controparte prevede un importo per le spese legali superiore a quello poi liquidato dal giudice delegato, il difensore ha diritto a recuperare la differenza a titolo di ingiustificato arricchimento. Tale diritto, però, è condizionato all'effettivo incasso della somma da parte della curatela fallimentare. La Corte ha inoltre specificato che il valore della controversia deve tenere conto di tutte le domande proposte, inclusa quella di risarcimento danni.
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Imposta fondi immobiliari: no disapplicazione per contrasto UE
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcune società di investimento che chiedevano il rimborso dell'imposta sostitutiva sui fondi immobiliari, introdotta nel 2010. La Corte ha stabilito che la norma non contrasta con il diritto dell'Unione Europea, non potendo essere disapplicata dal giudice nazionale, e ha giudicato manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale, confermando la validità del prelievo fiscale transitorio.
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Caduta su strada: la colpa del pedone esclude il danno
Una recente sentenza della Corte di Appello ha respinto la richiesta di risarcimento di una donna per una caduta su strada pubblica. La decisione sottolinea come la condotta imprudente e disattenta del pedone possa essere considerata causa esclusiva dell'incidente, interrompendo il nesso di causalità e liberando il Comune da ogni responsabilità per la mancata custodia, anche in presenza di un dissesto del manto stradale.
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Creditore ipotecario terzo datore: no ammissione
Un'agenzia governativa, creditrice verso una società, deteneva un'ipoteca su beni che questa aveva venduto a un'altra impresa, poi fallita. La richiesta di ammissione al passivo fallimentare dell'agenzia è stata respinta. La Corte di Cassazione, richiamando una decisione delle Sezioni Unite, ha confermato che il creditore ipotecario terzo datore non può utilizzare la procedura di ammissione al passivo, ma deve invece intervenire nella successiva fase di distribuzione del ricavato dalla vendita dei beni.
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Liquidazione spese legali: il criterio del decisum
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17254/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla liquidazione spese legali. In caso di accoglimento parziale della domanda, le spese devono essere calcolate sulla base della somma effettivamente riconosciuta alla parte vittoriosa ('decisum') e non su quella originariamente richiesta. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente liquidato le spese del primo grado basandosi sul valore iniziale della causa, anziché sull'importo ridotto del risarcimento concesso, violando così i parametri della tariffa forense.
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Eccezione di ultrapetizione: onere della prova in appello
In una causa su un contratto preliminare immobiliare, la Cassazione affronta l'eccezione di ultrapetizione. La Corte stabilisce che, per verificare se una domanda restitutoria è stata effettivamente proposta, il giudice d'appello deve esaminare gli atti di causa, senza poter rigettare l'eccezione solo perché l'appellante non ha depositato il fascicolo di primo grado. La decisione chiarisce la distinzione tra prove documentali e atti processuali ai fini dell'onere probatorio in appello.
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Prova del contratto: quando bastano le presunzioni
Una società editrice ha ottenuto un'ingiunzione di pagamento contro un professionista per una licenza d'uso non pagata. Il professionista ha negato di aver firmato il contratto. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, stabilendo che la prova del contratto può essere ricavata da prove presuntive, come l'utilizzo del servizio, l'accettazione di un dispositivo collegato e le comunicazioni relative all'attivazione del contratto, anche in assenza di una firma verificata. Il ricorso è stato respinto.
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Azione revocatoria: vendita tra parenti e presunzioni
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare tra madre e figlia. L'azione revocatoria è stata accolta perché il legame di parentela, unito ad altri indizi, costituisce una presunzione sufficiente a dimostrare la consapevolezza della figlia di ledere le ragioni del creditore della madre. La Corte ha ritenuto che la vendita fosse finalizzata a sottrarre il bene alla garanzia patrimoniale del creditore, il cui diritto derivava da una precedente e problematica compravendita immobiliare.
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