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D.Lgs. 471/1997

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Sanzioni non collegate al tributo: il Quadro RW autonomo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che le sanzioni per l'omessa compilazione del Quadro RW sono 'sanzioni non collegate al tributo'. Questo perché l'obbligo di dichiarare gli investimenti esteri ha una finalità di monitoraggio fiscale, autonoma rispetto all'imposizione sui redditi. Di conseguenza, un contribuente non può beneficiare di una definizione agevolata che annulli tali sanzioni senza alcun pagamento, ma deve versare un importo ridotto come previsto dalla normativa specifica. La Corte ha quindi annullato la decisione della commissione tributaria regionale che aveva dato ragione al contribuente.
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Visto di conformità: violazione solo formale, no sanzioni
Una società utilizzava un credito IVA in compensazione senza il necessario "visto di conformità". L'Agenzia delle Entrate contestava la violazione come sostanziale, applicando sanzioni proporzionali e un termine di accertamento di otto anni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che, se il credito è realmente esistente, la mancanza del visto di conformità costituisce una violazione meramente formale, non soggetta a sanzioni proporzionali né al termine di accertamento esteso previsto per i crediti inesistenti.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. Il caso riguardava una cartella esattoriale per omesso versamento di ritenute notificata a una società in concordato preventivo. I giudici di merito avevano annullato l'atto fiscale con un ragionamento ritenuto dalla Suprema Corte talmente scarno e incomprensibile da equivalere a un'assenza di motivazione, violando così il dovere del giudice di esporre chiaramente il proprio iter logico-giuridico. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Difetto di giurisdizione: opposizione a pignoramento
Un contribuente si oppone a un pignoramento di stipendio per un debito di oltre 500.000 euro, eccependo la prescrizione. Il Tribunale di Milano dichiara la propria carenza di giurisdizione, affermando che le questioni sull'esistenza del debito tributario sono di competenza del giudice tributario. La sentenza affronta anche la carenza di legittimazione passiva dell'agente di riscossione per crediti previdenziali e l'estinzione parziale del processo per un vizio di notifica.
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