Una società commerciale, che gestisce un bar in una nota galleria privata, si è opposta alla richiesta di pagamento del canone per l'occupazione del suolo pubblico avanzata dal Comune. La società sosteneva che l'area antistante il locale fosse privata e non soggetta a passaggi pubblici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando l'esistenza di una servitù pubblica di passaggio. I giudici hanno accertato che l'area, sebbene di proprietà privata, è destinata al transito dei cittadini sin dagli anni Quaranta in base a una convenzione e all'uso continuativo della collettività. Di conseguenza, l'occupazione dello spazio con tavoli e strutture commerciali richiede il pagamento del canone al Comune. La società è stata condannata a pagare le spese processuali.
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