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D.Lgs. 231/2001

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Responsabilità amministratore di fatto: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16452/2025, ha chiarito i limiti della responsabilità dell'amministratore di fatto per le sanzioni fiscali di una società esterovestita. Il caso riguardava una società con sede formale all'estero ma gestita dall'Italia. L'Amministrazione Finanziaria aveva sanzionato personalmente l'amministratore di fatto, ma la Corte ha stabilito che, non trattandosi di una società fittizia ma di un'entità reale con soci effettivi, la responsabilità per le sanzioni ricade esclusivamente sulla persona giuridica, in applicazione dell'art. 7 del D.L. n. 269/2003. Di conseguenza, la responsabilità amministratore di fatto è stata esclusa.
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Detraibilità IVA spese legali: la Cassazione decide
Una società si è vista negare il diritto alla detrazione dell'IVA sulle spese legali sostenute per la difesa penale dei propri dipendenti e amministratori. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che per la detraibilità IVA spese legali è necessario un nesso diretto e immediato con l'attività d'impresa, nesso che in questo caso manca. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di applicare un regime sanzionatorio più favorevole sopravvenuto.
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Principio di autosufficienza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'Azienda Sanitaria contro una Comunità Terapeutica in una disputa su pagamenti. La decisione si fonda sul mancato rispetto del principio di autosufficienza, poiché l'Azienda non ha riprodotto integralmente nel ricorso la sentenza amministrativa su cui basava le proprie censure, impedendo alla Corte di valutarne la fondatezza.
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Confisca per equivalente vs ordinaria: la Cassazione
La Suprema Corte ha analizzato un appello sulla legittimità di una confisca dopo che i reati sottostanti sono stati dichiarati prescritti. La Corte ha distinto le posizioni: per le persone fisiche, ha confermato la confisca 'ordinaria' del profitto del reato, che non è influenzata dalla prescrizione. Per le società coinvolte, la confisca era già definitiva. Tuttavia, la Corte ha annullato la decisione per una terza società, poiché il tribunale inferiore non aveva esaminato la sua specifica richiesta di restituzione. Il caso sottolinea la differenza cruciale tra confisca diretta e confisca per equivalente.
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Mala gestio assicurativa: risarcimento e limiti
Una sentenza della Corte d'Appello affronta il tema della mala gestio assicurativa. A seguito di un infortunio mortale sul lavoro, l'assicurazione tardava a liquidare il danno. L'azienda assicurata, per evitare conseguenze penali, ha pagato di tasca propria un anticipo ai familiari della vittima. La Corte ha confermato la responsabilità dell'assicuratore per il ritardo ingiustificato (mala gestio) e per il conseguente danno all'immagine subito dall'assicurata, ma ha annullato la condanna generica a risarcire danni futuri ritenuti non più probabili.
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Onere probatorio: contratto disconosciuto, che fare?
Una società ottiene un decreto ingiuntivo per una fornitura non pagata. Il presunto debitore si oppone, negando di aver mai ordinato la merce e disconoscendo la firma sul contratto. La società creditrice non chiede la verificazione della firma. Il Tribunale accoglie l'opposizione, revocando il decreto ingiuntivo perché la società non ha assolto al proprio onere probatorio di dimostrare l'autenticità del contratto, fondamento della sua pretesa.
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