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D.Lgs. 165/2001

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Contributo addizionale NASPI: obbligo università private
La Corte di Cassazione ha stabilito che le università non statali sono obbligate al versamento del contributo addizionale NASPI per i contratti a tempo determinato. Nonostante una legge del 1991 le equipari alle statali per alcune tutele, la normativa speciale del 2012 limita l'esenzione alle sole pubbliche amministrazioni, escludendo gli atenei privati.
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Assunzione fondazioni liriche: guida alle regole
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti per l'assunzione fondazioni liriche, stabilendo che l'idoneità in un concorso non conferisce un diritto automatico al posto per posizioni non previste dal bando. La sentenza conferma la natura speciale di questi enti e la legittimità del patrocinio legale privato tramite delibere generali.
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Diritto di critica sindacale: i limiti della verità
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare inflitta a una dirigente sindacale per dichiarazioni rese durante una trasmissione televisiva. La ricorrente aveva ipotizzato che i concorsi pubblici fossero manipolati per creare una dirigenza fedele e compiacente verso i grandi evasori fiscali. La Corte ha stabilito che il diritto di critica sindacale non può giustificare illazioni prive di fondamento fattuale, violando il principio di continenza sostanziale e danneggiando il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
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Giurisdizione incarichi sanitari: decide il G.O.
La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione incarichi sanitari per la nomina di direttori di struttura complessa spetta al giudice ordinario. Nonostante le riforme del 2022 abbiano reso vincolante la nomina del primo classificato, la procedura non è considerata un concorso pubblico per assunzione, ma una selezione per il conferimento di incarichi gestionali.
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Contestazione disciplinare: nullo il licenziamento
La Corte di Cassazione ha sancito la nullità di un licenziamento nel pubblico impiego poiché la contestazione disciplinare iniziale non era mai pervenuta al dipendente a causa di un errore nell'indirizzo di spedizione. Secondo i giudici, la conoscenza degli addebiti tramite atti successivi non sana il vizio, poiché il diritto di difesa deve essere garantito sin dall'inizio del procedimento.
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Incarichi dirigenziali a termine e durata minima
La Corte di Cassazione ha stabilito che per gli incarichi dirigenziali a termine conferiti a soggetti esterni non vige l'obbligo della durata minima di tre anni. Tuttavia, se l'amministrazione fissa contrattualmente tale durata, non può recedere anticipatamente invocando il mutamento degli organi politici. La decisione conferma che lo spoils system non è applicabile a figure tecniche non apicali.
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Durata incarichi dirigenziali esterni: le regole
La Corte di Cassazione chiarisce che la durata incarichi dirigenziali esterni, conferiti a soggetti non appartenenti ai ruoli della Pubblica Amministrazione, non è soggetta al limite minimo triennale. La decisione sottolinea che il termine minimo previsto dal d.lgs. 165/2001 si applica solo ai dirigenti di ruolo, mentre per gli esterni prevale la natura temporanea dell'incarico.
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Redditometro e delega di firma: guida alla validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro accertamenti basati sul redditometro e delega di firma. La Corte ha stabilito che la delega di firma non richiede l'indicazione nominativa del funzionario se la qualifica è verificabile. Inoltre, la presenza di una doppia conforme impedisce il riesame dei fatti, come l'uso di veicoli in leasing, in sede di legittimità.
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Giurisdizione incarichi sanitari: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite intervengono sulla giurisdizione incarichi sanitari di struttura complessa. Nonostante la riforma del 2022 vincoli la scelta del Direttore Generale al primo in graduatoria, la procedura non è un concorso pubblico di assunzione. La competenza resta dunque al giudice ordinario, trattandosi di gestione privatistica del rapporto di lavoro.
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Licenziamento disciplinare e condotta omertosa
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento disciplinare irrogato a un dirigente che, pur essendo stato assolto in sede penale, aveva mantenuto una condotta omertosa non segnalando illeciti di cui era a conoscenza. La decisione ribadisce l'autonomia del procedimento disciplinare rispetto a quello penale quando i fatti materiali contestati rimangono i medesimi.
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Ripetizione di indebito: quando restituire le somme
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo per un ex dipendente pubblico di restituire le somme percepite a seguito di un inquadramento dirigenziale annullato. La sentenza chiarisce che la ripetizione di indebito è un atto dovuto per la Pubblica Amministrazione, indipendentemente dalla buona fede del percettore, a meno che non si configuri una responsabilità risarcitoria dell'ente per aver generato un falso affidamento.
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Whistleblowing dipendente pubblico: i limiti
La Corte d'Appello ha confermato la legittimità della sanzione disciplinare inflitta a un dirigente che aveva effettuato accessi non autorizzati alle banche dati per spiare i colleghi. Nonostante il ricorso basato sul whistleblowing dipendente pubblico, i giudici hanno chiarito che la tutela non copre indagini private abusive o condotte mosse da interessi personali e rivendicazioni lavorative.
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Nullità della convenzione: rilievo in appello
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una disputa tra due enti pubblici riguardante il pagamento di compensi professionali per assistenza legale. Il fulcro della controversia risiede nella nullità della convenzione sottoscritta tra le parti, eccepita tardivamente in appello ma ignorata dal giudice di merito. La Suprema Corte ha stabilito che la nullità negoziale, essendo un'eccezione in senso lato, è sempre rilevabile d'ufficio dal giudice, anche in sede di appello, a meno che non si sia formato un giudicato interno sul punto.
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Obbligo di repechage nel licenziamento per mancato albo
La Corte d'Appello di L'Aquila ha annullato il licenziamento di un tecnico della prevenzione privo dell'iscrizione obbligatoria all'albo. La decisione si fonda sul mancato assolvimento dell'obbligo di repechage da parte del datore di lavoro, che non ha dimostrato l'impossibilità di adibire il dipendente a mansioni alternative, come compiti amministrativi o strumentali già svolti in precedenza.
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Abuso contratti a termine: risarcimento per docenti
Il Tribunale di Trieste ha condannato il Ministero dell'Istruzione per l'abuso contratti a termine ai danni di un docente di religione. Nonostante la partecipazione a procedure concorsuali, il giudice ha stabilito che la reiterazione di contratti oltre i 36 mesi senza una stabilizzazione certa costituisce un illecito. Il ricorrente ha ottenuto un'indennità risarcitoria di tre mensilità e il rimborso delle spese sostenute per i corsi di abilitazione.
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Patto di prova: quando è valido nel pubblico impiego
Il Tribunale ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che contestava il licenziamento per mancato superamento del patto di prova. La sentenza chiarisce che nel pubblico impiego il periodo di prova è obbligatorio per legge anche se il dipendente ha già lavorato per l'ente con contratti a termine, e la sua durata va calcolata sui giorni di lavoro effettivo.
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Riammissione ruolo dirigenziale: la sentenza
Una docente, già dirigente scolastica, ha ottenuto la riammissione ruolo dirigenziale dopo essere tornata temporaneamente all'insegnamento per ragioni familiari. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione di primo grado, stabilendo che la normativa non limita il numero di passaggi tra i ruoli né restringe il concetto di ruolo di provenienza.
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Incompatibilità dipendente pubblico e licenziamento
La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento di una lavoratrice per incompatibilità dipendente pubblico. La dipendente ricopriva il ruolo di amministratore unico in una società privata senza aver mai cessato effettivamente l'incarico, rendendo inoltre dichiarazioni mendaci al momento dell'assunzione presso l'azienda sanitaria.
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Validità titolo di studio e personale ATA
La Corte d'Appello ha confermato il depennamento di un collaboratore scolastico dalle graduatorie a causa della mancata validità titolo di studio presentato. I giudici hanno stabilito che l'onere di provare il possesso del titolo ricade sul lavoratore e che la risoluzione del contratto per mancanza di requisiti non costituisce un licenziamento disciplinare.
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Indennità di prima sistemazione: guida al diritto
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dirigente di un ente previdenziale a percepire l'indennità di prima sistemazione a seguito di un trasferimento di sede. La sentenza chiarisce che le restrizioni introdotte dalla Legge 183/2011 si applicano esclusivamente ai dipendenti statali e non agli enti pubblici non economici, preservando il diritto al rimborso in caso di effettivo cambio di residenza.
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