Il Giudice di Pace aveva condannato un cittadino straniero a una multa di 10.000 euro per inottemperanza all'ordine di espulsione. La difesa ha fatto ricorso in Cassazione, dimostrando che, al momento dell'emissione del decreto di espulsione, era ancora pendente la richiesta di protezione internazionale del cittadino. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la pendenza della domanda di asilo sospende l'efficacia dell'espulsione, rendendo illegittimo il provvedimento amministrativo. Di conseguenza, il giudice penale deve disapplicare l'atto illegittimo. La Suprema Corte ha annullato la condanna e ha rinviato il caso al Giudice di Pace per un nuovo giudizio.
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