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D.Lgs. 124/2004

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Competenza sanzioni lavoro nero: chi decide?
Una società è stata sanzionata per lavoro irregolare. Per le violazioni commesse prima del 12 agosto 2006, la sanzione è stata emessa dall'Ispettorato del Lavoro nel 2015. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in base a una legge del 2010, la competenza per queste vecchie violazioni spetta all'Agenzia delle Entrate. La Corte ha chiarito che per la competenza sanzioni lavoro nero, il fattore decisivo è la data di commissione. L'ordinanza di ingiunzione per quelle specifiche violazioni è stata quindi annullata per incompetenza.
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Diffida accertativa: poteri ispettori del lavoro
Una società del settore abbigliamento sportivo ha impugnato una diffida accertativa emessa per crediti da lavoro straordinario e mansioni superiori di un dipendente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la diffida accertativa è uno strumento con cui gli ispettori possono accertare anche i fatti, non limitandosi a valutazioni tecniche. La Corte ha stabilito che la diffida, una volta divenuta titolo esecutivo, non determina un'inversione dell'onere della prova, ma si fonda su accertamenti che il datore di lavoro deve specificamente contestare, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Obbligo contributivo: onere della prova del datore
Una società ha contestato la richiesta di contributi da parte dell'ente previdenziale su indennità di trasferta erogate ai dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che nelle controversie sull'obbligo contributivo, il giudice deve valutare l'esistenza effettiva del debito e non solo la legittimità formale dell'atto di accertamento. La Corte ha confermato che l'onere di provare il diritto a esenzioni contributive spetta interamente al datore di lavoro, il quale non ha fornito prove sufficienti.
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Diffida Accertativa: Valore e Limiti dell’Ispettorato
La Corte di Cassazione conferma la piena validità della diffida accertativa emessa dall'Ispettorato del Lavoro per crediti retributivi (lavoro straordinario e mansioni superiori). La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda, stabilendo che la diffida ha valore di titolo esecutivo e che gli ispettori hanno il potere di accertare i fatti, non solo gli aspetti tecnici. Viene sottolineato che tale strumento serve a deflazionare il contenzioso e a garantire una rapida tutela dei diritti patrimoniali dei lavoratori.
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Diffida accertativa: valore e limiti del potere ispettivo
La Corte di Cassazione conferma la validità di una diffida accertativa emessa dall'Ispettorato del Lavoro per crediti da lavoro straordinario. Viene stabilito che gli ispettori possono effettuare accertamenti di fatto e non solo tecnici. La diffida, pur diventando titolo esecutivo, non equivale a una sentenza passata in giudicato, ma l'onere di contestarne il contenuto nel merito spetta al datore di lavoro, che deve fornire prove contrarie concrete. Il ricorso dell'azienda è stato respinto.
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Diffida accertativa: poteri ispettori e onere prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro una diffida accertativa per crediti da lavoro straordinario. La Corte ha stabilito che gli ispettori del lavoro hanno il potere di compiere accertamenti di fatto, non solo tecnici. Una volta che la diffida accertativa diventa titolo esecutivo, spetta al datore di lavoro l'onere di contestarne in giudizio la fondatezza, provando l'insussistenza del credito vantato dal lavoratore.
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Valore probatorio verbale ispettivo: la Cassazione
Un lavoratore agricolo ha richiesto differenze retributive per straordinari non pagati, basando la sua domanda su un verbale dell'Ispettorato del Lavoro. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha rigettato il ricorso. È stato chiarito il limitato valore probatorio del verbale ispettivo, che non costituisce piena prova per i fatti riportati ma non direttamente accertati dal funzionario, come le dichiarazioni di terzi. Il lavoratore non ha fornito ulteriori prove a sostegno della sua pretesa.
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