LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.L. 34/2020

Pagina 10 di 10

Licenziamento orale: prova e oneri del lavoratore
Un lavoratore, impiegato presso una banca tramite una cooperativa in un appalto non genuino, ha agito in giudizio sostenendo un licenziamento orale da parte della banca. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la semplice cessazione delle mansioni presso la committente non è sufficiente a dimostrare un licenziamento orale. La Corte ha ribadito che l'onere di provare l'atto di recesso del datore di lavoro, manifestato con fatti concludenti, spetta al lavoratore. Inoltre, il licenziamento formalmente intimato dalla cooperativa non può essere automaticamente imputato alla banca committente.
Continua »
Preavviso di rigetto: non è un atto definitivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'ordinanza di espulsione non può basarsi su un semplice 'preavviso di rigetto' relativo a una domanda di emersione. Tale avviso non è un atto definitivo, ma una comunicazione interlocutoria che consente al cittadino di presentare osservazioni. La legge, infatti, sospende i provvedimenti di espulsione in pendenza della definizione della pratica di sanatoria. Di conseguenza, il provvedimento del Giudice di Pace che aveva confermato l'espulsione è stato annullato con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
Udienza filtro: decisione nel merito è sempre nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che, dopo aver tenuto un'udienza preliminare per valutare l'ammissibilità di un ricorso (la cosiddetta udienza filtro), aveva deciso la causa nel merito. La Suprema Corte ha stabilito che tale procedura viola gravemente il diritto di difesa della parte, poiché le impedisce di esporre le proprie argomentazioni prima della decisione finale. Di conseguenza, la sentenza è stata dichiarata nulla e il caso rinviato a un altro giudice.
Continua »
Decadenza accertamento fiscale: stop proroga Covid
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un avviso di accertamento per l'anno 2015, notificato a un contribuente nel marzo 2022. La Corte ha stabilito che la normativa speciale emergenziale (art. 157 D.L. 34/2020) fissava termini invalicabili: emissione dell'atto entro il 31 dicembre 2020 e notifica entro il 28 febbraio 2022. Questa norma speciale prevale sulla sospensione generale di 85 giorni (art. 67 D.L. 18/2020). Essendo stati violati entrambi i termini, la Corte ha dichiarato la definitiva decadenza dell'accertamento fiscale.
Continua »
Prescrizione cartella: stop del Giudice per COVID
Un cittadino ha contestato una cartella di pagamento per sanzioni amministrative, sostenendo l'avvenuta prescrizione del credito. Il Tribunale ha accolto parzialmente la sua opposizione, stabilendo un principio chiave: i debiti il cui termine di prescrizione quinquennale è scaduto prima dell'inizio della sospensione per l'emergenza COVID (8 marzo 2020) sono da considerarsi estinti. Per i debiti la cui prescrizione sarebbe maturata dopo tale data, le normative emergenziali hanno validamente prorogato i termini, rendendo legittima la riscossione. La sentenza chiarisce l'impatto della legislazione pandemica sulla prescrizione cartella.
Continua »
Immutabilità del giudice: quando è valida la sentenza?
Una società immobiliare viene condannata a restituire somme ricevute da una società di logistica, poi fallita, in quanto pagamenti non dovuti. La Cassazione rigetta il ricorso della società immobiliare, chiarendo i limiti del principio di immutabilità del giudice nel contesto delle udienze scritte emergenziali e confermando l'onere probatorio a carico di chi agisce per la ripetizione dell'indebito.
Continua »
Responsabilità direttore lavori: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui limiti della responsabilità del direttore dei lavori in un complesso caso di vizi edilizi. La sentenza chiarisce che il professionista non risponde automaticamente di ogni difetto, ma solo per le violazioni del suo specifico dovere di vigilanza. Il caso riguardava la costruzione di una villa, dove il committente aveva citato in giudizio l'architetto e diverse imprese per gravi difetti. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva esteso la condanna dell'architetto oltre i motivi del suo ricorso, violando il divieto di 'reformatio in peius', e che gli aveva attribuito una responsabilità generica per tutti i vizi, senza distinguere tra errori esecutivi delle imprese e reali carenze di supervisione.
Continua »
Improcedibilità appello: note scritte non depositate
La Cassazione conferma l'improcedibilità appello per una società che non ha depositato le note scritte per l'udienza a trattazione scritta. La Corte ha chiarito che l'omesso deposito equivale a mancata comparizione e che spetta al ricorrente, in sede di legittimità, provare l'avvenuto deposito per contestare un eventuale errore del giudice di merito.
Continua »
Sconto in fattura: contratto verbale e onere della prova
Il Tribunale di Firenze ha revocato due decreti ingiuntivi emessi a favore di un'impresa edile. La controversia riguardava dei lavori di ristrutturazione per i quali i committenti sostenevano di aver pattuito verbalmente uno "sconto in fattura" del 50%, mai applicato dall'impresa. Basandosi su prove testimoniali, in particolare quella di un direttore di banca, il giudice ha ritenuto provato l'accordo verbale. Ha inoltre constatato l'inadempimento dell'impresa, che aveva abbandonato il cantiere, e l'ha condannata a risarcire parte dei danni subiti dai committenti. La sentenza chiarisce la validità dei patti verbali nel contratto di appalto e l'onere della prova in caso di opposizione a decreto ingiuntivo.
Continua »
Indebito previdenziale: la restituzione è al netto?
Una recente sentenza della Corte d'Appello chiarisce due principi fondamentali in materia di indebito previdenziale. Il caso riguardava un lavoratore a cui era stata richiesta la restituzione di somme percepite a titolo di Cassa Integrazione mentre svolgeva un'altra attività lavorativa. La Corte ha stabilito che il pagamento parziale non costituisce riconoscimento del debito e, soprattutto, che la restituzione dell'indebito previdenziale va calcolata sull'importo netto effettivamente percepito dal lavoratore, non sul lordo.
Continua »
Responsabilità direttore lavori: la sentenza del 2025
Il Tribunale di Monza ha dichiarato la risoluzione di un contratto di appalto e condannato in solido appaltatore e direttore dei lavori al risarcimento dei danni per vizi nell'opera. La sentenza chiarisce la condivisione della responsabilità direttore lavori per omessa sorveglianza, quantificando il danno in 53.000 euro. Rigettate le richieste di danni per ritardo (causa Covid-19) e mancata locazione per comportamento non diligente dei committenti.
Continua »
Apparecchi da gioco: la buona fede non basta
Il Tribunale di Torino ha respinto l'opposizione di un esercente contro una sanzione per l'uso di apparecchi da gioco non conformi. La sentenza stabilisce che la presunta "buona fede", basata sulle rassicurazioni del fornitore, non è sufficiente a escludere la responsabilità, poiché l'operatore professionale ha un preciso dovere di diligenza nel verificare la legalità delle attrezzature. Il giudice ha confermato che tali apparecchi, anche se funzionanti a gettoni, sono assimilabili alle slot machine e soggetti alle sanzioni previste, inclusa la chiusura temporanea dell'attività.
Continua »
Compenso mediazione lavori: non è dovuto senza SAL
Una società di consulenza ha citato in giudizio un gruppo edile per ottenere il pagamento del proprio compenso di mediazione lavori, pattuito al 4% del valore di alcuni appalti. Il contratto legava il pagamento all'emissione degli Stati di Avanzamento Lavori (SAL). Poiché i lavori non sono mai iniziati e nessun SAL è stato emesso, il Tribunale ha respinto la domanda, qualificando l'esecuzione dei lavori come una condizione sospensiva non avveratasi. La richiesta di risarcimento danni è stata parimenti rigettata per mancanza di prove.
Continua »
Iscrizione Ipotecaria: quando è legittima? Analisi
Un contribuente si oppone a un preavviso di iscrizione ipotecaria basato su diversi avvisi di addebito. Il Tribunale accoglie parzialmente la domanda, dichiarando l'illegittimità del preavviso solo per gli avvisi già annullati in un precedente giudizio, ma confermandone la validità per i crediti restanti, ritenuti correttamente notificati e non prescritti. La sentenza chiarisce l'importanza della tempestiva opposizione agli atti presupposti e i limiti di tale contestazione.
Continua »