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D.L. 119/2018

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Annullamento debiti fiscali: la Cassazione decide
Un contribuente impugnava un preavviso di fermo amministrativo basato su vecchie cartelle esattoriali. Durante il giudizio in Cassazione, è intervenuta una nuova legge che ha disposto l'annullamento debiti fiscali di importo residuo fino a 1.000 euro per il periodo 2000-2010. La Corte Suprema ha applicato direttamente la nuova normativa, annullando d'ufficio i debiti e, di conseguenza, il preavviso di fermo, accogliendo il ricorso del contribuente.
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Processo Tributario Telematico: deposito cartaceo nullo
La Corte di Cassazione conferma la nullità della costituzione in giudizio di un contribuente che aveva depositato i propri atti in formato cartaceo anziché telematico, come richiesto dalle norme sul Processo Tributario Telematico per i giudizi instaurati dopo il 1° luglio 2019. L'ordinanza chiarisce anche l'ammissibilità della produzione di nuovi documenti in appello nel rito tributario.
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Preavviso di fermo: motivazione e cartelle esattoriali
Un contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo. Durante il processo, una legge ha cancellato parte dei debiti, estinguendo parzialmente la controversia. Per i debiti rimanenti, la Corte di Cassazione ha stabilito che il preavviso di fermo è legittimo se indica i numeri delle cartelle esattoriali presupposte, anche senza riesporre la natura del credito, ribaltando così la decisione del giudice di merito.
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Impugnazione estratto di ruolo: nuove regole retroattive
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce la retroattività della norma che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo. Il caso riguardava una contribuente che aveva contestato debiti previdenziali prescritti. La Corte ha chiarito che, se la cartella di pagamento originaria è stata regolarmente notificata, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile, applicando questo principio anche ai giudizi in corso al momento dell'entrata in vigore della nuova legge.
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Ammissione al passivo: guida alla cartella parziale
Un agente di riscossione si oppone al rigetto parziale di una domanda di ammissione al passivo fallimentare. La Cassazione chiarisce che l'annullamento parziale di una cartella non ne invalida la parte residua, che va ammessa con semplice detrazione. Accolta anche la richiesta per gli interessi privilegiati, ritenendo sufficiente la documentazione fornita per il calcolo.
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Impugnazione estratto di ruolo: le nuove regole
Una società, cancellata dal registro imprese e successivamente dichiarata fallita, ha contestato degli avvisi di pagamento tramite l'impugnazione dell'estratto di ruolo. Le corti di merito hanno dichiarato l'appello inammissibile. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato il caso a una pubblica udienza. L'obiettivo è approfondire la portata della nuova normativa (d.lgs. 110/2024), che amplia le possibilità di impugnazione dell'estratto di ruolo, e stabilire se sia applicabile ai giudizi già in corso.
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Cessione di un edificio: no riqualificazione fiscale
L'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che la cessione di un edificio, anche se vetusto e destinato alla demolizione, non può essere riqualificata dall'Agenzia delle Entrate come una cessione di terreno edificabile. La Corte ha rigettato il ricorso dell'amministrazione finanziaria, confermando che esiste una netta distinzione fiscale tra la vendita di un immobile costruito e quella di un'area fabbricabile. Nel caso di specie, la controversia si è conclusa per uno dei contribuenti a seguito di definizione agevolata, mentre per l'altro il ricorso del Fisco è stato respinto nel merito.
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Contributi in conto impianti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un'azienda agricola soggetta a recupero fiscale per la mancata tassazione di contributi in conto impianti e la deduzione di IVA per operazioni inesistenti. L'ordinanza chiarisce che la controversia si estingue per i soggetti che aderiscono alla definizione agevolata. Per gli altri, la Corte ha cassato la sentenza di secondo grado per motivazione apparente, ribadendo che i contributi vanno contabilizzati e che spetta al contribuente provare l'esistenza delle operazioni contestate dall'Amministrazione Finanziaria.
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Definizione agevolata: sì alla cartella ex art. 36-bis
Una società si è vista negare la definizione agevolata per una lite su una cartella di pagamento, emessa a seguito di controllo automatizzato, con cui l'Agenzia delle Entrate disconosceva un credito d'imposta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che quando la cartella è il primo atto con cui la pretesa fiscale viene comunicata al contribuente, essa ha natura di atto impositivo. Di conseguenza, la controversia che ne deriva rientra a pieno titolo tra quelle che possono beneficiare della definizione agevolata.
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Omesso esame memoria difensiva: quando è revocazione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omesso esame memoria difensiva non costituisce errore di fatto revocatorio se il giudice ha valutato l'atto, ritenendo inammissibili le censure in esso contenute perché sollevate per la prima volta. Il caso riguardava un contribuente che, tramite memoria, chiedeva l'applicazione di una norma sopravvenuta per la cancellazione del debito. La Corte ha distinto tra un'omissione materiale (errore di fatto) e una valutazione giuridica sulla ammissibilità dell'atto (errore di diritto), dichiarando il ricorso per revocazione inammissibile.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società aveva impugnato un avviso di accertamento per costi ritenuti non deducibili. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. La Corte Suprema, verificata la regolarità della procedura e dei pagamenti, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società contesta un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio di Cassazione, aderisce alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando l'importo dovuto. La Suprema Corte, verificata l'adesione e la mancata istanza di prosecuzione, dichiara l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro l'Amministrazione Finanziaria, ha visto il suo contenzioso estinguersi in Cassazione. La risoluzione è avvenuta grazie all'adesione alla definizione agevolata, che ha eliminato l'oggetto della disputa, portando la Corte a dichiarare la cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro l'Agenzia delle Entrate per la deducibilità di alcuni costi, ha aderito alla definizione agevolata durante il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto del perfezionamento della procedura di condono e del mancato impulso processuale delle parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla controversia.
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Cessazione materia del contendere: priorità sulla giurisdizione
Un cittadino si oppone a delle cartelle esattoriali. In appello, nonostante l'agente della riscossione ammetta lo sgravio totale dei debiti, la Corte decide sulla giurisdizione. La Cassazione interviene, stabilendo che la cessazione della materia del contendere, dovuta allo sgravio, ha priorità e determina l'estinzione del processo, annullando la necessità di decidere sulla giurisdizione.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario?
Una società impugna un avviso di accertamento fiscale fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, aderisce alla definizione agevolata e chiede un rinvio per provare i pagamenti. La Corte accoglie l'istanza, sospendendo la decisione nel merito in attesa della conclusione della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un'impresa di autotrasporti si opponeva alla revoca di un'agevolazione fiscale sull'accisa del gasolio. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il contribuente ha fatto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, ha aderito alla definizione agevolata ("rottamazione-ter"), pagando integralmente quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del completamento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del processo, rendendo superflua la decisione nel merito.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società, coinvolta in un lungo contenzioso con l'Agenzia delle Entrate, ha aderito a una procedura di definizione agevolata (rottamazione-quater) mentre la causa era pendente in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che la semplice dichiarazione di avvalersi della sanatoria, unita all'impegno di rinunciare alla lite, è sufficiente per terminare il processo. Il pagamento integrale del debito non è un requisito per l'estinzione del giudizio, ma per la cessazione della materia del contendere.
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Istanza di fallimento: quando l’Agenzia può agire?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di definizione agevolata dei debiti fiscali (rottamazione) non impedisce all'Agenzia delle Entrate-Riscossione di presentare un'istanza di fallimento. La norma sospende solo le procedure esecutive individuali, non la facoltà di chiedere la declaratoria di insolvenza. Per l'istanza di fallimento è sufficiente l'esistenza di un credito, anche se temporaneamente non esigibile.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato sul "redditometro". Dopo una sentenza sfavorevole in appello, il caso è giunto in Cassazione. Durante il giudizio, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata, pagando gli importi dovuti. La Corte di Cassazione, prendendo atto del perfezionamento della procedura, ha dichiarato il processo estinto e la cessazione della materia del contendere, senza entrare nel merito della legittimità dell'accertamento.
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