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D.L. 119/2018

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Sottofatturazione doganale: la responsabilità dell’importatore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3060/2023, ha chiarito la responsabilità dell'importatore in caso di sottofatturazione doganale. Nel caso esaminato, un'azienda importatrice di prodotti ittici è stata sanzionata per aver dichiarato un valore inferiore della merce importata, a causa di una doppia fatturazione da parte del fornitore estero. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, stabilendo che l'importatore, in qualità di dichiarante in dogana, è sempre responsabile della correttezza dei dati, anche se ignaro della frode. La buona fede non è sufficiente a escludere la responsabilità, se non si dimostra di aver agito con la massima diligenza. Inoltre, la Corte ha confermato che l'atto di accertamento è valido anche senza allegare la fattura a maggior valore, se la contestazione è descritta in modo chiaro e permette al contribuente di difendersi.
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Cessazione materia contendere per debiti annullati
Un contribuente impugnava un'intimazione di pagamento per un debito di modesto importo. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione materia contendere. Una legge sopravvenuta, infatti, ha disposto l'annullamento automatico dei debiti sotto i mille euro affidati alla riscossione entro il 2010, rendendo la controversia priva di oggetto.
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Impugnazione atti: motivazione e onere della prova
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento, contestando anche gli atti presupposti per presunta mancata notifica. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la mancata chiamata in causa dell'ente impositore non annulla il debito, ma rende responsabile l'agente della riscossione. Inoltre, ha ribadito che la motivazione sul calcolo degli interessi in un atto successivo può essere sintetica se l'atto originario era completo. In tema di impugnazione atti presupposti, spetta al contribuente provare la mancata notifica.
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Definizione agevolata: sì anche senza atto impositivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata delle liti fiscali, ai sensi della L. 130/2022, si applica a tutte le controversie pendenti, anche se non derivanti da un tradizionale atto impositivo. Nel caso specifico, relativo alla restituzione di un rimborso fiscale, la Corte ha accolto l'opposizione del contribuente al diniego dell'Agenzia delle Entrate, dichiarando estinto il giudizio. La decisione si fonda sulla finalità deflattiva della norma, che mira a ridurre il contenzioso in Cassazione, superando i più restrittivi requisiti delle precedenti sanatorie.
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Sentenza tributaria di rigetto: quando è esecutiva?
La Corte di Cassazione chiarisce che una sentenza tributaria di rigetto del ricorso del contribuente ha natura di condanna e costituisce un titolo esecutivo. L'Agenzia delle Entrate può quindi procedere alla riscossione, anche parziale, senza attendere il passaggio in giudicato della sentenza. Il caso analizza anche la competenza del giudice a valutare la definitività di una sentenza e l'onere di allegazione degli atti presupposti.
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Notifica ricorso tributario: errore e inammissibilità
Una contribuente doveva impugnare tre avvisi di accertamento distinti ma, per un errore tecnico, il suo legale notificava per tre volte lo stesso ricorso relativo a una sola annualità. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso mai correttamente notificato, chiarendo che un errore di questo tipo non costituisce una mera nullità sanabile, poiché la notifica del ricorso tributario corretto non è mai avvenuta, facendo così decorrere inutilmente i termini di decadenza.
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Giudicato implicito sulla giurisdizione: il caso
Una società ha impugnato un pignoramento per crediti tributari davanti al giudice ordinario, il quale ha trasferito la causa al giudice tributario per difetto di giurisdizione. La società, dopo aver perso in primo e secondo grado tributario, ha sollevato la questione di giurisdizione solo in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, affermando che, non avendo contestato la giurisdizione del giudice tributario nei gradi precedenti, si è formato un giudicato implicito sulla questione, che non può più essere messo in discussione.
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Rinvio della causa: la Cassazione chiede chiarimenti
Un'ordinanza della Cassazione dispone il rinvio della causa in un complesso caso tributario. La Corte ha sospeso la decisione per acquisire documentazione su un accordo conciliativo tra una delle parti e l'Agenzia delle Entrate e sugli esiti di una procedura di definizione agevolata, al fine di valutarne l'impatto sulle altre parti coinvolte.
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Notifica cartella: la Cassazione sui termini decadenza
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui termini di decadenza per la notifica di una cartella di pagamento relativa a IVA e IRPEF per gli anni 2000 e 2001. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato dichiarato inammissibile per tardività riguardo all'IRPEF, in quanto le controversie su condoni fiscali non beneficiano della sospensione semestrale dei termini. È stato invece accolto per l'IVA, confermando l'applicazione retroattiva delle norme che hanno esteso i termini per la notifica della cartella, rendendo tempestiva l'azione dell'ente impositore.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della presentazione, da parte dei contribuenti, di una domanda di definizione agevolata ai sensi del D.L. 119/2018. Sebbene una delle domande contenesse un numero di avviso errato, la Corte ha ritenuto prevalente la chiara volontà di saldare il debito, comprovata dalla corretta indicazione degli importi e dal pagamento della prima rata. Tale adesione ha causato un sopravvenuto difetto d'interesse alla prosecuzione della causa, portando alla sua estinzione senza condanna alle spese.
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Definizione agevolata: no al diniego per processo penale
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria non può negare la definizione agevolata di una lite tributaria basandosi sulla mera pendenza di un procedimento penale a carico di uno dei giudici della sentenza impugnata. Finché la sentenza non è revocata, essa è valida e permette l'accesso alla sanatoria. Di conseguenza, il ricorso della contribuente è stato accolto e il giudizio dichiarato estinto.
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Impugnazione atto successivo: limiti e vizi propri
Un contribuente contesta una comunicazione di ipoteca basata su cartelle di pagamento, sostenendo una duplicazione del debito. La Cassazione accoglie il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che l'impugnazione atto successivo a un atto impositivo divenuto definitivo è possibile solo per vizi propri e non per contestare il merito del debito originario, ormai incontestabile.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo ad avvisi di accertamento IRPEF. La decisione è seguita all'adesione del contribuente alla definizione agevolata, nota come 'rottamazione-ter'. Avendo il contribuente regolarizzato la propria posizione e versato le somme dovute, l'Amministrazione finanziaria ha concordato, portando alla cessazione della materia del contendere senza pronuncia sulle spese.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento fiscale, ha aderito alla definizione agevolata. A seguito della rinuncia al ricorso, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese legali sono assorbite dalla procedura di definizione e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Notifica rendita catastale: obbligo per l’Agenzia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società concessionaria di un'area portuale. La sentenza conferma un principio fondamentale: la variazione della rendita catastale non ha efficacia se non viene eseguita la notifica rendita catastale al soggetto passivo d'imposta. La Corte ha basato la sua decisione su un precedente giudicato tra le stesse parti, stabilendo che l'atto di attribuzione della rendita deve essere comunicato formalmente per poter essere utilizzato ai fini del calcolo delle imposte locali come l'ICI.
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Sospensione feriale termini: si applica al rinvio?
Un contribuente ha contestato un'iscrizione ipotecaria dell'Agente della Riscossione. Dopo una prima decisione della Cassazione, il caso è tornato al Tribunale, che ha dichiarato tardiva la ripresa del giudizio. Con una nuova ordinanza, la Suprema Corte ha stabilito che il Tribunale ha commesso un errore non applicando la sospensione feriale termini. Poiché l'impugnazione dell'ipoteca è un giudizio ordinario e non esecutivo, la pausa estiva dei termini processuali doveva essere considerata, rendendo tempestiva l'azione del contribuente.
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Specificità motivi appello: Cassazione chiarisce
Un professionista riceve un avviso di accertamento basato su movimenti bancari. La Commissione Tributaria Provinciale accoglie parzialmente il suo ricorso. L'Amministrazione Finanziaria appella, ma la Commissione Regionale dichiara l'appello inammissibile per mancanza di specificità dei motivi, ritenendo che fossero state riproposte le stesse difese del primo grado. La Corte di Cassazione cassa la decisione, affermando che la specificità motivi appello è soddisfatta quando l'atto, anche riproponendo le medesime argomentazioni, muove una critica chiara e puntuale alla decisione impugnata.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
L'Agenzia delle Entrate contesta a una società la deducibilità di alcuni costi. Dopo due sentenze favorevoli alla società, l'Agenzia ricorre in Cassazione. Nel frattempo, la società aderisce alla definizione agevolata, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione, verificato il perfezionamento della procedura di sanatoria, dichiara l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo alla tassazione di redditi derivanti da una complessa operazione societaria. I contribuenti, soci di una s.a.s., avevano impugnato un avviso di accertamento per l'anno 2010. Durante il giudizio in Cassazione, hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando gli importi dovuti. La Corte, prendendo atto del perfezionamento della procedura di sanatoria, ha estinto il giudizio senza entrare nel merito delle questioni fiscali sollevate, stabilendo che le spese legali restassero a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Violazioni formali: la Cassazione rinvia la decisione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su una sanzione per omessa trasmissione telematica di una dichiarazione d'intento. La questione centrale riguarda la qualificazione dell'inadempimento come una delle violazioni formali, non punibile, o sostanziale. Il rinvio è stato causato dalla necessità di chiarire se la contribuente avesse già estinto la lite tramite una definizione agevolata, avendo prodotto prove di pagamento non chiaramente collegate al contenzioso in atto.
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