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D.P.C.M. 10 giugno 2010

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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una libera professionista il versamento dei contributi non versati per l'anno 2009 tramite iscrizione d'ufficio. I giudici di merito avevano annullato la richiesta ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata: il termine iniziale era stato individuato nel 16 giugno 2010 e l'intimazione era giunta il 2 luglio 2015. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'Istituto. I giudici di legittimità hanno chiarito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2010 per i soggetti rientranti negli studi di settore. Di conseguenza, il conteggio del termine quinquennale decorre dalla scadenza prorogata e rende tempestiva la richiesta di pagamento notificata prima del 6 luglio 2015.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: Cassazione ribalta il termine
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla Prescrizione contributi Gestione Separata. Un'avvocata, iscritta all'Albo ma senza Cassa Forense, contestava un avviso INPS per contributi del 2009. La Corte d'Appello aveva dato ragione alla professionista, ritenendo i contributi prescritti perché il termine di cinque anni era scaduto, ignorando il differimento del DPCM 10 giugno 2010. La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che il termine di prescrizione decorre dalla data di scadenza del pagamento, che per il 2009 era stata posticipata al 6 luglio 2010 dal DPCM. L'avviso INPS del 1° luglio 2015 era quindi tempestivo. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
L'ente previdenziale ha richiesto il pagamento di somme arretrate a un libero professionista tramite avviso di addebito. Il professionista ha contestato la richiesta eccependo l'intervenuta prescrizione contributi Gestione Separata per l'anno d'imposta 2009. I giudici di merito avevano inizialmente accolto l'opposizione, fissando la scadenza originaria del versamento al 16 giugno 2010 e considerando tardivo l'atto interruttivo notificato il 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito accogliendo il ricorso dell'ente. La Suprema Corte ha chiarito che un apposito decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata prima del 6 luglio 2015 ha interrotto tempestivamente il termine di prescrizione quinquennale, rendendo legittima la pretesa contributiva.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
Un professionista riceve un avviso di addebito dall'ente di previdenza per somme non versate relative all'anno 2009. Il lavoratore contesta la richiesta sostenendo l'avvenuta prescrizione contributi Gestione Separata per il decorso del termine di cinque anni rispetto alla data ordinaria del 16 giugno 2010, essendo la richiesta notificata il 30 giugno 2015. I giudici di merito accolgono l'opposizione e annullano il debito. La Suprema Corte ribalta la decisione. La legge ha introdotto una proroga generale dei versamenti fiscali e contributivi al 6 luglio 2010 per tutti i contribuenti soggetti a studi di settore. Di conseguenza, il termine quinquennale decorre solo dalla scadenza differita e l'avviso di pagamento notificato a fine giugno 2015 risulta tempestivo. Il credito dell'ente previdenziale rimane valido ed esigibile.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroghe e termini
L'Ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il versamento dei contributi per l'anno 2009. Il professionista ha eccepito l'avvenuta prescrizione contributi Gestione Separata, sostenendo che il termine quinquennale decorresse dal 16 giugno 2010 e fosse quindi spirato prima della notifica del luglio 2015. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente: la proroga statale dei versamenti fiscali al 6 luglio 2010 sposta in avanti anche il termine iniziale per la richiesta contributiva. La notifica del 1° luglio 2015 risulta quindi tempestiva.
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Prescrizione contributi previdenziali: proroga salva l’Ente
Un Professionista proponeva opposizione contro un avviso di addebito notificato dall'Ente Previdenziale per il recupero di somme non versate. I giudici di merito ritenevano maturata la prescrizione contributi previdenziali di cinque anni, calcolando la decorrenza dal termine ordinario del 16 giugno 2010 e considerando tardiva la richiesta dell'Ente del 30 giugno 2015. L'Ente ricorreva in Cassazione lamentando la mancata sospensione del termine per presunto occultamento del debito. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente. I giudici hanno chiarito che il termine iniziale era legalmente slittato al 6 luglio 2010 per effetto di una proroga fiscale generale, rendendo tempestiva la richiesta di pagamento. La Cassazione ha stabilito che la data di decorrenza iniziale è rilevabile d'ufficio dal giudice e non incontra preclusioni di giudicato interno.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Libero Professionista i contributi previdenziali per l'anno 2009. La Corte d'Appello dichiarava estinto il credito, fissando la decorrenza della prescrizione contributi Gestione separata al 16 giugno 2010 e ritenendo tardiva la richiesta inviata il 30 giugno 2015. L'Ente ricorreva in Cassazione lamentando l'occultamento del debito. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'Ente: la scadenza effettiva per il versamento era differita al 6 luglio 2010 dal decreto fiscale applicabile alle attività soggette a studi di settore. Di conseguenza, la richiesta del 30 giugno 2015 è tempestiva. I giudici possono rideterminare d'ufficio la data iniziale del termine senza violare il giudicato interno.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'INPS ha richiesto a una lavoratrice autonoma il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009 tramite avviso di addebito. I giudici di merito avevano dichiarato estinto il credito per decorso del termine quinquennale, individuando la decorrenza nel termine ordinario del 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito accogliendo il ricorso dell'INPS. I Supremi Giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del versamento, la quale nel 2010 era stata prorogata per legge al 6 luglio. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente il 2 luglio 2015 ha interrotto tempestivamente i termini.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il versamento dei contributi per l'anno 2009, notificando l'atto il 30 giugno 2015. I giudici di merito avevano respinto la domanda dell'istituto, ritenendo che il debito fosse estinto per il decorso del termine quinquennale a partire dal 16 giugno 2010. L'ente ha proposto ricorso evidenziando come un decreto ministeriale avesse differito il termine ordinario di pagamento al 6 luglio 2010 per i contribuenti soggetti a studi di settore. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente. Il termine per la prescrizione contributi Gestione Separata inizia infatti a decorrere dalla data di scadenza effettiva del pagamento, comprensiva della proroga generale senza maggiorazioni. L'atto interruttivo risulta quindi pienamente tempestivo.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
L'Ente previdenziale richiedeva a un'avvocata il versamento dei contributi per l'anno 2009 tramite avviso notificato nel luglio 2015. I giudici di merito accoglievano l'opposizione della professionista, ritenendo estinto il credito per prescrizione quinquennale calcolata a partire dal 16 giugno 2010. L'Ente ricorreva in Cassazione lamentando l'occultamento doloso del debito dovuto alla mancata compilazione del quadro dichiarativo. La Suprema Corte ha escluso il dolo automatico per l'omessa dichiarazione, ma ha stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorreva dalla scadenza prorogata al 6 luglio 2010 per effetto del differimento fiscale previsto dal D.P.C.M. del 10 giugno 2010. La richiesta dell'Ente risultava quindi tempestiva.
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Gestione separata INPS: obbligo e calcolo della prescrizione
Una professionista ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione separata INPS per i compensi percepiti nel 2009. La lavoratrice sosteneva la non debenza dei contributi e l'avvenuta prescrizione del credito previdenziale. I giudici di merito hanno respinto le sue richieste, confermando la legittimità della pretesa dell'ente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della professionista. I giudici hanno chiarito che l'attività abituale non coperta dalla cassa di categoria impone l'iscrizione previdenziale all'INPS. Inoltre, la prescrizione decorre dalla scadenza effettiva del termine di pagamento, prorogato dai decreti fiscali, e non dalla dichiarazione dei redditi. La richiesta dell'ente è quindi valida e tempestiva.
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Prescrizione contributi INPS: la proroga fiscale riapre i termini
Un professionista iscritto all'albo degli architetti ha impugnato gli avvisi di addebito notificati dall'INPS per i contributi della Gestione Separata relativi agli anni 2008 e 2009. I giudici di merito avevano accolto l'opposizione, dichiarando la prescrizione contributi INPS sul presupposto che il termine quinquennale decorresse dalle ordinarie scadenze fiscali del 16 giugno. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'Istituto. La Suprema Corte ha chiarito che i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri avevano prorogato le scadenze dei pagamenti al 6 luglio. Di conseguenza, il termine di decorrenza della prescrizione slitta alla nuova data prorogata, rendendo pienamente tempestive le richieste di pagamento inviate dall'INPS entro il quinquennio calcolato da tale data differita.
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Gestione Separata INPS: contributi dovuti e prescrizione
Un avvocato ha impugnato la richiesta di pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009 avanzata dall'ente previdenziale. Il professionista sosteneva l'insussistenza dell'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e l'intervenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo contributivo. I giudici hanno chiarito che i versamenti solidaristici alla Cassa di categoria non escludono la tutela previdenziale generale. La Suprema Corte ha inoltre respinto la tesi della prescrizione quinquennale, stabilendo che il differimento dei termini di versamento stabilito con decreto ministeriale sposta in avanti il momento iniziale del decorso dei termini di pagamento.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2009. I giudici di merito avevano annullato la richiesta ritenendo scaduto il termine quinquennale di prescrizione contributi Gestione Separata, calcolato a partire dal 16 giugno 2010. L'ente ha impugnato la decisione sostenendo che un decreto governativo aveva differito la scadenza del pagamento al 6 luglio 2010, rendendo tempestiva la richiesta inviata il 2 luglio 2015. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente: la proroga generale dei versamenti sposta in avanti anche il momento iniziale della prescrizione. La richiesta dell'ente è quindi pienamente valida ed efficace.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga INPS
L'ente previdenziale richiedeva a un libero professionista il pagamento di somme arretrate per gli anni 2009 e 2010 tramite avviso di addebito. Il professionista contestava la richiesta sostenendo l'intervenuta prescrizione contributi Gestione Separata per il decorso del termine di cinque anni rispetto alla scadenza ordinaria del 16 giugno. L'ente ricorreva per Cassazione sostenendo che appositi decreti governativi avevano prorogato il termine di pagamento al 6 luglio dei rispettivi anni. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente: le proroghe fiscali spostano in avanti il giorno iniziale del conteggio temporale per tutti i soggetti del settore, rendendo tempestivi gli atti di richiesta inviati dall'istituto.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: vale la proroga estiva
L'INPS ha richiesto a una professionista il pagamento di quote previdenziali per l'anno 2009 tramite un avviso bonario recapitato il 30 giugno 2015. La lavoratrice ha impugnato l'atto sostenendo l'avvenuta estinzione del debito per decorso del termine ordinario di cinque anni, calcolato dalla scadenza fiscale del 16 giugno 2010. I giudici di merito hanno accolto l'opposizione della professionista ritenendo inapplicabile la proroga dei versamenti prevista dal D.P.C.M. del 10 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto accogliendo il ricorso dell'INPS. I Supremi Giudici hanno chiarito che il termine di prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza prorogata al 6 luglio 2010, applicabile anche ai contribuenti in regime dei minimi. Di conseguenza, l'avviso di pagamento notificato il 30 giugno 2015 risulta tempestivo ed efficace.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi dovuti per l'anno 2009. Il professionista ha eccepito l'estinzione del debito per intervenuta prescrizione contributi Gestione separata, assumendo la decorrenza del termine quinquennale dal 16 giugno 2010 e la tardività della notifica avvenuta il 30 giugno 2015. I giudici di merito hanno accolto la tesi del contribuente, annullando la pretesa contributiva. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'ente di previdenza. I giudici supremi hanno chiarito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2010. Di conseguenza, il conteggio della prescrizione decorre dalla data effettivamente prorogata e la richiesta di pagamento notificata prima del 6 luglio 2015 risulta tempestiva e pienamente efficace.
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Prescrizione contributi Gestione separata: vince l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un Professionista il pagamento dei contributi per l'anno 2009. I giudici territoriali avevano annullato la richiesta ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata: secondo la Corte d'Appello, il Professionista operava nel regime fiscale dei minimi e non poteva beneficiare del differimento estivo dei termini di versamento previsto dal DPCM del 10 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale conclusione, accogliendo il ricorso dell'Istituto. La Suprema Corte ha chiarito che la proroga dei versamenti si applica oggettivamente a tutti coloro che svolgono attività per le quali esistono gli studi di settore, a prescindere dal regime contabile prescelto. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale inizia a decorrere dalla data prorogata e la richiesta dell'ente previdenziale risulta tempestiva.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'ente previdenziale ha richiesto a una libera professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. La professionista ha contestato la richiesta sostenendo l'avvenuta prescrizione quinquennale, calcolata dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2010 a fronte di una richiesta recapitata il 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha ribaltato le decisioni di merito accogliendo il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che il conteggio per la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del versamento, la quale era stata prorogata per legge al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'ente è giunta tempestivamente.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga e calcolo
L'Ente previdenziale ha notificato a un Professionista un avviso di addebito per il recupero di somme non versate. Il Professionista ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del tempo. La Corte di merito ha accolto l'eccezione, ritenendo inapplicabile la proroga fiscale dei versamenti a chi aderisce al regime dei minimi. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione accogliendo il ricorso dell'Ente. La Suprema Corte ha chiarito che la proroga dei termini di versamento opera oggettivamente in base al tipo di attività svolta, a prescindere dal regime contabile scelto dal contribuente. Di conseguenza, il calcolo della prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza prorogata e la richiesta dell'Ente risulta tempestiva.
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