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D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 — Anno 2026

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Altri anni per D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

Rescissione del giudicato: la Corte competente
La Cassazione chiarisce la competenza per la rescissione del giudicato emesso in assenza. A seguito delle nuove norme, la competenza non è più della Cassazione ma della Corte d'Appello, basandosi sul momento in cui il condannato ha avuto conoscenza della sentenza. Il caso riguarda un uomo condannato per reati di droga che, ignaro del processo, ha chiesto la rescissione del giudicato. La Suprema Corte ha dichiarato la propria incompetenza, trasferendo gli atti alla Corte d'Appello di Milano.
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Rescissione del giudicato: quando scatta il termine?
La Cassazione annulla una decisione che negava la rescissione del giudicato a una condannata in assenza. Il termine per l'istanza non decorre da una generica conoscenza del procedimento, come la menzione della recidiva in un altro atto, ma richiede informazioni specifiche sull'accusa e sulla sentenza. Questa sentenza chiarisce i requisiti per la decorrenza dei termini per l'impugnazione.
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Furto in garage: quando è furto in abitazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentato furto in abitazione aggravato nei confronti di un individuo sorpreso all'interno di un garage. La sentenza chiarisce che il furto in garage si qualifica come furto in abitazione, poiché il box auto è considerato una 'pertinenza' della dimora privata. La Corte ha respinto tutti i motivi di ricorso, inclusa la richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti penali dell'imputato e della gravità della condotta, caratterizzata dalla manomissione della serranda.
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Reddito di cittadinanza: vincite non dichiarate
La Corte di Cassazione annulla una condanna per indebita percezione del Reddito di cittadinanza. Un soggetto era stato condannato per non aver dichiarato i proventi derivanti da conti gioco online. La Corte ha riscontrato un vizio di motivazione nella sentenza d'appello, poiché la condanna si basava su un saldo bancario di novembre 2021, mentre la domanda per il beneficio era stata presentata a gennaio 2021. La decisione sottolinea che, per questo tipo di reato, è cruciale accertare il patrimonio esatto al momento della richiesta, non quello successivo.
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Contestazione di fatto nel furto di energia elettrica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per furto aggravato di energia elettrica. La Corte ha stabilito che, anche in assenza di una menzione formale della specifica aggravante nel capo di imputazione, la descrizione della condotta (allaccio abusivo alla rete pubblica) costituisce una valida contestazione di fatto. Di conseguenza, il reato rimane procedibile d'ufficio e i termini di prescrizione sono più lunghi, rendendo infondate le doglianze dei ricorrenti.
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Istanza rinvio PEC: valida anche se inviata la sera
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'istanza rinvio PEC per legittimo impedimento, inviata la sera prima dell'udienza, è pienamente valida. Durante il periodo della normativa emergenziale Covid, la PEC era l'unico mezzo consentito. La mancata valutazione di tale istanza da parte del giudice costituisce una violazione del diritto di difesa, che determina la nullità insanabile della sentenza. Nel caso specifico, la Corte ha annullato la condanna, dichiarando il reato estinto per prescrizione.
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Prescrizione pena pecuniaria: quando si ferma?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 833/2026, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione della pena pecuniaria. Il caso riguardava un soggetto condannato a una pena pecuniaria nel 2003, il quale sosteneva l'avvenuta prescrizione. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che il termine di prescrizione cessa di decorrere non con la notifica della cartella esattoriale, ma nel momento precedente dell'iscrizione a ruolo del debito. Questo atto, infatti, manifesta la volontà dello Stato di procedere alla riscossione, interrompendo l'inerzia che porterebbe all'estinzione della pena.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra tribunali, stabilendo la competenza del giudice esecuzione per i lavori di pubblica utilità. La Corte ha applicato l'art. 665 c.p.p., assegnando la competenza al giudice che ha emesso l'ultima condanna divenuta definitiva, anche se diversa da quella in esecuzione.
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Pene sostitutive: quando i precedenti le negano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida senza patente, confermando la decisione dei giudici di merito di negare le pene sostitutive. La Corte ha ribadito che i precedenti penali, valutati secondo l'art. 133 c.p., sono un motivo valido per negare il beneficio, in quanto indicatori di una prognosi negativa sulla futura condotta del reo.
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Truffa contrattuale: i raggiri dopo il contratto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 683 del 2026, ha confermato una condanna per truffa contrattuale, stabilendo un principio fondamentale: anche le condotte ingannevoli successive alla stipula di un contratto, come le reiterate e false rassicurazioni, costituiscono i 'raggiri' necessari a configurare il reato. Il caso riguardava la vendita di una polizza assicurativa mai attivata. La Corte ha precisato che tali comportamenti, volti a mantenere la vittima in errore, distinguono la frode dal mero inadempimento civile. La sentenza è stata parzialmente annullata su aspetti procedurali, come l'erronea applicazione di una provvisionale e il diniego di conversione della pena.
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