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Artt. 36 e 61 del d.lgs. n. 546 del 1992

Onere della prova rimborso IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10067/2023, ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria in un caso di diniego parziale di rimborso IVA. La Corte ha chiarito che l'onere della prova nel rimborso IVA spetta inizialmente al contribuente, che deve documentare il proprio credito. Una volta fornita tale prova, come i registri IVA, l'onere si sposta sull'Ente Fiscale, che deve contestare specificamente tale documentazione. Non è sufficiente un generico riferimento a un diverso accertamento (in questo caso, a fini IRAP) per giustificare il diniego. La sentenza del giudice d'appello, seppur sintetica, è stata ritenuta valida perché ha correttamente individuato il mancato assolvimento dell'onere probatorio da parte dell'Amministrazione.
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Motivazione apparente: sentenza nulla se generica
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per vizio di motivazione apparente. I giudici d'appello avevano respinto le doglianze di alcuni contribuenti, relative alla mancata notifica di un avviso di irregolarità e alla decadenza del termine di accertamento per redditi a tassazione separata, affermando genericamente che i motivi non erano stati confutati, senza però esaminarli nel merito. La Suprema Corte ha stabilito che tale condotta equivale a un'omissione della motivazione, rendendo la sentenza nulla e rinviando il caso a un nuovo esame.
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Plusvalenza tassabile: quando si tassa la vendita?
La Corte di Cassazione chiarisce che la plusvalenza tassabile derivante dalla vendita di un terreno edificabile si realizza e va tassata nell'anno in cui il corrispettivo viene percepito, secondo il principio di cassa. È irrilevante che il ricavato sia stato interamente utilizzato per estinguere un debito verso terzi.
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Rendita catastale impianti: quando si includono?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29788/2024, ha respinto il ricorso di due società, confermando che nella determinazione della rendita catastale di un opificio devono essere inclusi anche gli impianti fissi e i macchinari 'imbullonati', anche se detenuti in leasing. La Corte ha chiarito che tali beni, essendo essenziali per la funzionalità e redditività dell'immobile, concorrono al calcolo della rendita catastale impianti, indipendentemente dalla loro proprietà.
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Rendita catastale impianti eolici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione stabilisce i criteri per il calcolo della rendita catastale degli impianti eolici. Confermando l'esclusione della torre in quanto bene strumentale, la Corte chiarisce che il calcolo sulle componenti immobiliari residue (fondazioni, suolo) deve includere anche le spese tecniche, il profitto d'impresa e gli oneri finanziari. La sentenza di merito è stata cassata per non aver applicato correttamente questo principio, limitandosi a un calcolo sommario. La questione è stata quindi rinviata alla corte d'appello per una nuova e completa determinazione della rendita catastale.
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