LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 981 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 981 Codice Civile

Utili da liquidazione: al socio o all’usufruttuario? Cassazione sospende
Un contribuente, nudo proprietario di quote societarie, chiede un rimborso fiscale derivante dalla liquidazione della società. L'Amministrazione Finanziaria nega il rimborso, sostenendo che il diritto spetti all'usufruttuario delle quote, non al nudo proprietario. La controversia si concentra sulla corretta attribuzione e sulla spettanza utili da liquidazione. La Corte di Cassazione, rilevando la presenza di altri ricorsi sulla medesima questione, non ha deciso il caso nel merito. Ha invece emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa, valutando l'opportunità di una trattazione congiunta con i casi pendenti. La questione su chi abbia diritto al rimborso resta, per ora, irrisolta.
Continua »
Credito d’imposta e usufrutto quote societarie
La controversia nasce dal diniego di rimborso di un Credito d'imposta richiesto da alcuni nudi proprietari di quote societarie a seguito della liquidazione di una società. Mentre i contribuenti rivendicano la titolarità del credito derivante dagli utili distribuiti, l'Amministrazione Finanziaria e i giudici di merito hanno inizialmente attribuito tale diritto agli usufruttuari. La Corte di Cassazione, ravvisando una questione di particolare complessità che coinvolge il diritto societario, contabile e civile, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per definire un principio di diritto chiaro in assenza di precedenti specifici.
Continua »
Nuda proprietà e crediti d’imposta in liquidazione
Un contribuente, titolare della nuda proprietà di quote societarie, ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta IRPEF derivante dalla liquidazione di una società di capitali. La controversia verte sulla spettanza del residuo attivo, costituito da utili non distribuiti, tra il nudo proprietario e l'usufruttuario. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità della materia che intreccia profili civilistici, societari e fiscali, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per una decisione di rilievo nomofilattico.
Continua »
Usufrutto quote societarie: chi ottiene il rimborso?
Una contribuente, in qualità di nuda proprietaria di quote di una società a responsabilità limitata, ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria in merito a un'istanza di rimborso IRPEF. Il credito derivava dal trattamento fiscale del residuo attivo di liquidazione della società. La questione centrale riguarda la titolarità del credito d'imposta in presenza di usufrutto quote societarie: se esso spetti al nudo proprietario o all'usufruttuario. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità dei profili civilistici, contabili e fiscali coinvolti, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
Continua »
Usufrutto quote: a chi spetta l’utile da liquidazione?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11152/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di usufrutto quote societarie. Il caso riguardava alcuni nudi proprietari di quote di una s.r.l. che, a seguito della liquidazione della società, ritenevano di avere diritto al rimborso del credito d'imposta sull'utile distribuito. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che l'utile derivante dalla liquidazione, ovvero la somma che eccede il costo di acquisto della quota, è da considerarsi un "frutto civile". Poiché l'usufrutto non si estingue con la messa in liquidazione ma solo con la cancellazione della società, tale frutto spetta all'usufruttuario, il quale diventa l'unico soggetto passivo del rapporto tributario.
Continua »
Estinzione del giudizio per rottamazione bis: il caso
Una società energetica contesta la propria soggettività passiva ai fini fiscali per un impianto industriale. Durante il ricorso in Cassazione, aderisce alla "rottamazione bis", un condono fiscale. La Suprema Corte, prendendo atto del pagamento, dichiara l'estinzione del giudizio, poiché la materia del contendere è venuta meno. La decisione chiarisce che l'adesione alla definizione agevolata sostituisce la pretesa originaria e assorbe i costi del processo.
Continua »
Usufrutto quote societarie: a chi spetta l’utile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di liquidazione di una società, l'utile tassabile derivante spetta all'usufruttuario e non al nudo proprietario. L'analisi si concentra sulla natura dell'usufrutto quote societarie e definisce l'utile da liquidazione come un frutto civile, attribuendone la titolarità, e il relativo rapporto d'imposta, all'usufruttuario.
Continua »
Usufrutto quote sociali: a chi spetta l’utile?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11170/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di usufrutto quote sociali. In caso di liquidazione di una società, gli utili che eccedono il costo di acquisto delle quote non spettano al nudo proprietario, ma all'usufruttuario. Tali somme sono considerate 'frutti civili' della partecipazione e, di conseguenza, il rapporto d'imposta sorge tra l'amministrazione finanziaria e l'usufruttuario, il quale è tenuto al pagamento delle imposte su tali redditi.
Continua »
Diritto personale di godimento: no a ICI per l’uso
Una società di trasporti ha contestato un avviso di accertamento ICI relativo a immobili di proprietà regionale, da essa utilizzati in virtù di un contratto di servizio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il diritto della società era un diritto personale di godimento, non un diritto reale né una concessione su area demaniale. Di conseguenza, mancava il presupposto soggettivo per l'applicazione dell'imposta, che richiede la titolarità di un diritto reale sull'immobile.
Continua »
Diritto personale di godimento: esenzione ICI confermata
Una società di trasporti impugna un avviso di accertamento ICI per immobili usati per il servizio pubblico. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che il contratto con l'ente regionale configurava un diritto personale di godimento, non un diritto reale. Pertanto, la società non era il soggetto passivo del tributo.
Continua »
Diritto Reale d’Uso: Quando non si Paga l’ICI
Una società di trasporti che utilizzava immobili di proprietà regionale per l'esercizio del servizio pubblico è stata destinataria di un avviso di accertamento ICI. La Corte di Cassazione ha annullato la pretesa fiscale, stabilendo che il diritto concesso alla società non era un diritto reale d'uso, soggetto a imposta, ma un mero diritto personale di godimento, funzionale all'erogazione del servizio. La decisione si fonda sulla distinzione tra la natura illimitata del diritto reale e i vincoli specifici imposti dal contratto, che configuravano un rapporto di natura obbligatoria e non reale.
Continua »
Diritto reale d’uso: quando si paga l’imposta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società di trasporti che utilizza beni immobili di proprietà della Regione, in virtù di un contratto di servizio, non è tenuta al pagamento dell'ICI. La Corte ha chiarito che il diritto concesso alla società non costituisce un diritto reale d'uso, presupposto per l'imposta, ma un mero diritto personale di godimento, poiché l'utilizzo dei beni era strettamente limitato e funzionale all'erogazione del servizio pubblico, escludendo così la soggettività passiva del tributo.
Continua »
Diritto personale di godimento e ICI: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società di trasporti che utilizza immobili di proprietà regionale in base a un contratto di servizio non è tenuta al pagamento dell'ICI. Il suo diritto è un diritto personale di godimento, legato strettamente all'erogazione del servizio, e non un diritto reale d'uso, che costituisce il presupposto per l'imposta. La Corte ha quindi annullato l'avviso di accertamento del Comune, specificando che il soggetto passivo del tributo rimane il proprietario dell'immobile.
Continua »
Diritto d’uso e ICI: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società di trasporti ha contestato un avviso di accertamento ICI per immobili di proprietà regionale, usati per un servizio pubblico. La Corte di Cassazione ha stabilito che il rapporto contrattuale configurava un diritto personale di godimento e non un diritto reale d'uso, poiché l'utilizzo dei beni era strettamente limitato all'erogazione del servizio. Di conseguenza, la società non era il soggetto passivo del tributo e l'accertamento è stato annullato, definendo un importante principio sulla distinzione tra diritti ai fini fiscali.
Continua »
Diritto d’uso e ICI: la Cassazione chiarisce
Una società di trasporti utilizzava immobili di proprietà di un ente pubblico per l'erogazione del servizio. Un Comune ha richiesto il pagamento dell'ICI, presumendo che la società fosse titolare di un diritto reale d'uso. La Corte di Cassazione ha annullato l'avviso di accertamento, stabilendo che il diritto della società era un mero diritto personale di godimento, strumentale al contratto di servizio, e come tale non costituiva presupposto per l'imposta. La Corte ha chiarito che, ai fini ICI, è soggetto passivo solo il titolare di un diritto reale.
Continua »
Diritto reale d’uso: quando non si paga l’ICI
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società di trasporti che utilizza un immobile in base a un contratto di servizio, con un uso limitato e strumentale all'attività, non è titolare di un diritto reale d'uso. Di conseguenza, non è tenuta al pagamento dell'ICI, che grava solo sul proprietario o sul titolare di un diritto reale. La Corte ha annullato l'avviso di accertamento del Comune, chiarendo la distinzione fondamentale tra diritti reali e diritti personali di godimento ai fini fiscali.
Continua »
Diritto reale d’uso: quando si paga l’IMU?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società di trasporti, che utilizza immobili di proprietà di una Regione in virtù di un contratto di servizio, non è tenuta al pagamento dell'IMU. La Corte ha chiarito che il rapporto in questione configura un diritto personale di godimento, funzionale esclusivamente all'erogazione del servizio, e non un diritto reale d'uso, che è il presupposto per l'imposta. La decisione si fonda sulla natura limitata e finalizzata della disponibilità dei beni, che esclude la pienezza di poteri tipica del diritto reale.
Continua »
Diritto Reale d’Uso e ICI: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società di trasporti che utilizza immobili di proprietà regionale per l'espletamento di un servizio pubblico non è soggetta al pagamento dell'ICI. La Corte ha chiarito che tale utilizzo, essendo strettamente vincolato e strumentale al servizio, configura un diritto personale di godimento e non un diritto reale d'uso, presupposto necessario per l'imposizione fiscale.
Continua »
Diritto reale d’uso e IMU: quando non si paga l’imposta
Una società di trasporti ha impugnato un avviso di accertamento IMU per immobili di proprietà regionale, ma da essa utilizzati per il servizio pubblico. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il diritto concesso alla società non era un 'diritto reale d'uso', soggetto a imposta, ma un 'diritto personale di godimento', in quanto l'utilizzo dei beni era strettamente limitato e strumentale all'erogazione del servizio. Di conseguenza, la società non è il soggetto passivo dell'imposta.
Continua »
Detrazione risparmio energetico: contratto fittizio
Un contribuente si è visto negare la detrazione per risparmio energetico nonostante un contratto di comodato. La Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo il contratto fittizio sulla base di prove fornite dall'Agenzia delle Entrate, come la residenza del contribuente altrove e l'effettiva occupazione dell'immobile da parte del proprietario. La sentenza sottolinea che per la detrazione risparmio energetico è necessaria la detenzione effettiva del bene, non solo un titolo formale.
Continua »