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Art. 981 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 981 Codice Civile

Occupazione senza titolo: stanza restituita ma nessun risarcimento
Un comproprietario ha richiesto il rilascio di una stanza del proprio immobile, lamentando un'occupazione senza titolo da parte dei familiari coeredi. Questi ultimi hanno eccepito l'usucapione e chiesto la divisione ereditaria. La Corte d'Appello ha accertato che il testatore originario aveva già diviso i beni nel testamento, ordinando il rilascio della stanza ma negando il risarcimento del danno al comproprietario, poiché quest'ultimo aveva concesso l'immobile in usufrutto gratuito alla moglie. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando entrambi i ricorsi. La Suprema Corte ha ribadito che l'occupazione senza titolo non fa scattare automaticamente il risarcimento se il proprietario si è privato del potere di godimento del bene concedendolo in usufrutto, escludendo così un danno concreto e risarcibile.
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Utili da liquidazione: al socio o all’usufruttuario? Cassazione sospende
Un contribuente, nudo proprietario di quote societarie, chiede un rimborso fiscale derivante dalla liquidazione della società. L'Amministrazione Finanziaria nega il rimborso, sostenendo che il diritto spetti all'usufruttuario delle quote, non al nudo proprietario. La controversia si concentra sulla corretta attribuzione e sulla spettanza utili da liquidazione. La Corte di Cassazione, rilevando la presenza di altri ricorsi sulla medesima questione, non ha deciso il caso nel merito. Ha invece emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa, valutando l'opportunità di una trattazione congiunta con i casi pendenti. La questione su chi abbia diritto al rimborso resta, per ora, irrisolta.
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Revoca contributo pubblico: nuda proprietà e rischi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca contributo pubblico operata da un ente regionale nei confronti di due soggetti che avevano beneficiato di fondi per la ristrutturazione di immobili rurali. La decisione si fonda sull'assenza originaria dei requisiti: i richiedenti erano nudi proprietari e non pieni proprietari al momento della domanda, condizione essenziale prevista dal bando. Poiché il vizio era presente sin dall'inizio e i beneficiari hanno agito in malafede, la Corte ha stabilito l'obbligo di restituzione delle somme con interessi decorrenti dalla data dei singoli pagamenti, rigettando le eccezioni di prescrizione.
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Credito d’imposta e usufrutto quote societarie
La controversia nasce dal diniego di rimborso di un Credito d'imposta richiesto da alcuni nudi proprietari di quote societarie a seguito della liquidazione di una società. Mentre i contribuenti rivendicano la titolarità del credito derivante dagli utili distribuiti, l'Amministrazione Finanziaria e i giudici di merito hanno inizialmente attribuito tale diritto agli usufruttuari. La Corte di Cassazione, ravvisando una questione di particolare complessità che coinvolge il diritto societario, contabile e civile, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per definire un principio di diritto chiaro in assenza di precedenti specifici.
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Nuda proprietà e crediti d’imposta in liquidazione
Un contribuente, titolare della nuda proprietà di quote societarie, ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta IRPEF derivante dalla liquidazione di una società di capitali. La controversia verte sulla spettanza del residuo attivo, costituito da utili non distribuiti, tra il nudo proprietario e l'usufruttuario. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità della materia che intreccia profili civilistici, societari e fiscali, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per una decisione di rilievo nomofilattico.
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Usufrutto quote societarie: chi ottiene il rimborso?
Una contribuente, in qualità di nuda proprietaria di quote di una società a responsabilità limitata, ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria in merito a un'istanza di rimborso IRPEF. Il credito derivava dal trattamento fiscale del residuo attivo di liquidazione della società. La questione centrale riguarda la titolarità del credito d'imposta in presenza di usufrutto quote societarie: se esso spetti al nudo proprietario o all'usufruttuario. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità dei profili civilistici, contabili e fiscali coinvolti, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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Abuso usufrutto: quando si perde il diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11627/2023, ha chiarito che l'abuso usufrutto giustifica la decadenza dal diritto solo in presenza di atti di grave entità, che determinano un perimento o un deterioramento irreversibile del bene. La trasformazione di un garage in locale abitativo, se di modesta entità rispetto al valore totale dell'immobile e suscettibile di ripristino, non è stata ritenuta sufficiente a comportare la cessazione del diritto, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto la domanda dei nudi proprietari.
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