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Art. 98 Costituzione — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 98 Costituzione

Danno erariale: docente con doppio lavoro perde 98mila euro
Un docente universitario a tempo pieno ha svolto attività imprenditoriali e di consulenza private senza autorizzazione, violando il principio di esclusività. La Corte dei Conti lo ha condannato a risarcire il danno erariale, quantificato nella perdita dell'indennità per il tempo pieno percepita in un triennio, pari a circa 98.000 euro, poiché il rapporto di reciprocità con l'amministrazione era venuto meno. Il docente ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando un eccesso di potere del giudice contabile. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile: la decisione della Corte dei Conti rientra nei suoi poteri interpretativi e non costituisce uno sconfinamento di giurisdizione. Di conseguenza, il docente perde definitivamente la causa e deve restituire le somme stabilite oltre a pagare le spese processuali.
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Valutazione professionalità magistrati e massoneria
Un magistrato in pensione ha impugnato la delibera del CSM che lo dichiarava non idoneo alla valutazione per funzioni direttive superiori. La decisione si basava su precedenti sanzioni disciplinari legate all'affiliazione alla massoneria e a una vicenda penale per appropriazione indebita. Dopo il rigetto del TAR e del Consiglio di Stato, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che la valutazione professionalità magistrati può legittimamente includere fatti storici, anche se risalenti, come indici della personalità e del prestigio del magistrato, senza che ciò costituisca un'invasione della giurisdizione ordinaria o penale.
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Eccesso di potere giurisdizionale: limiti e Cassazione
Un professore, condannato dalla Corte dei Conti per attività esterne non autorizzate, ha fatto ricorso in Cassazione lamentando un eccesso di potere giurisdizionale. Sosteneva che i giudici contabili avessero ignorato una nuova legge interpretativa a lui favorevole. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'errata o mancata applicazione di una legge costituisce un errore di giudizio e non un eccesso di potere, vizio che non rientra nella sua giurisdizione sulle decisioni della Corte dei Conti.
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Giudicato interno: appello inammissibile, ecco perché
Un dipendente pubblico impugna una sentenza del Consiglio di Stato che si era pronunciato sulla giurisdizione basandosi su due distinte motivazioni. L'appello contesta solo una delle due motivazioni. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile applicando il principio del giudicato interno: la motivazione non impugnata è diventata definitiva e da sola è sufficiente a sorreggere la decisione, rendendo inutile l'esame del motivo di ricorso.
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