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Art. 954 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 954 Codice Civile

Diritto di superficie e non uso: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10602/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni privati che rivendicavano la proprietà di un'area soprastante un edificio. La Corte ha confermato la decisione d'appello, la quale aveva qualificato il loro diritto non come proprietà, ma come un diritto di superficie. Poiché tale diritto non era stato esercitato per oltre vent'anni, si è estinto per prescrizione. Il caso sottolinea l'importanza dell'interpretazione dei contratti di compravendita immobiliare e le conseguenze del mancato esercizio dei diritti reali. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per abuso del processo.
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Ammortamento beni di terzi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema dell'ammortamento beni di terzi. Una società di trasporti aveva costruito la propria sede su un terreno comunale, tentando di ammortizzarne i costi. La Corte ha stabilito che tali costi non sono ammortizzabili perché, per il principio di accessione, l'immobile è di proprietà del Comune. L'ammortamento è possibile solo se il bene entra nel patrimonio dell'imprenditore tramite proprietà o altro diritto reale, come il diritto di superficie. La sentenza ha anche chiarito che i contributi pubblici a ripiano dei disavanzi non sono tassabili ai fini delle imposte dirette.
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Ammortamento beni di terzi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22106/2024, ha affrontato il caso di un'azienda di trasporti che aveva costruito la propria sede su un terreno comunale. La Corte ha stabilito un importante principio in materia di ammortamento beni di terzi: i costi di costruzione non sono ammortizzabili se l'impresa non ha la proprietà o un altro diritto reale sul bene. Inoltre, ha chiarito che i contributi pubblici a ripiano dei disavanzi non costituiscono reddito imponibile ai fini delle imposte dirette e ha rinviato alla corte di merito la valutazione sulla soggettività a IVA di tali contributi.
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Ammortamento beni di terzi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22096/2024, ha affrontato il caso di un'azienda di trasporti e l'Agenzia Fiscale. Ha stabilito che i contributi pubblici per coprire perdite di esercizio non sono reddito tassabile. Tuttavia, ha negato la possibilità di ammortamento per beni costruiti su terreni altrui, ribadendo il principio che l'ammortamento beni di terzi è escluso se non si ha la proprietà o un diritto reale sul bene. La questione IVA sui contributi è stata rinviata per un nuovo esame.
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Ammortamento beni di terzi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22094/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia fiscale: i costi per la costruzione di un immobile su terreno altrui non sono ammortizzabili se l'impresa non ne acquisisce la proprietà o un altro diritto reale. Il caso riguardava una società di trasporti che aveva costruito la propria sede su un terreno comunale. La Corte ha negato l'ammortamento beni di terzi, applicando il principio civilistico dell'accessione. Ha inoltre chiarito che i contributi pubblici a ripiano delle perdite non costituiscono reddito imponibile, ma ha rinviato al giudice di merito la valutazione sulla loro soggezione a IVA, per difetto di motivazione.
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Ipoteca su opera pubblica: quando è valida?
Un Comune contesta la validità di un'ipoteca iscritta da una società concessionaria su un'autostazione pubblica. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: l'ipoteca su opera pubblica è di regola nulla, perché ne comprometterebbe la destinazione pubblica. Diventa valida solo se l'ente concedente la autorizza espressamente, valutando l'assenza di pregiudizio per l'interesse collettivo. La sentenza chiarisce che il silenzio dell'ente non equivale ad assenso, ribaltando le decisioni dei gradi precedenti.
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