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Art. 949 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 949 Codice Civile

Interpretazione del titolo esecutivo tra demolizione e arretramento
La proprietaria di una cappella funeraria ha intimato la demolizione totale di un'edicola funeraria costruita in aderenza dal vicino. Il titolo esecutivo condannava il vicino alla rimozione o all'arretramento dell'opera fino al limite della facciata. Il vicino ha ridotto l'edicola arretrandola, ma la proprietaria ha preteso la distruzione integrale. I giudici hanno accolto l'opposizione del costruttore. L'interpretazione del titolo esecutivo evidenziava un'obbligazione alternativa adempiuta correttamente con il semplice arretramento del manufatto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della proprietaria per difetto di autosufficienza e infondatezza delle censure.
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Opposizione all’esecuzione: l’appello errato blocca il Comune
Il Comune e una società di riscossione hanno richiesto il pagamento di canoni enfiteutici a due soggetti privati. Questi ultimi hanno proposto opposizione davanti al Giudice di Pace, che ha annullato gli avvisi qualificando la domanda come opposizione all'esecuzione. Il Comune e la società hanno impugnato la decisione in appello, ma il Tribunale ha dichiarato gli appelli inammissibili. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso del Comune, ribadendo che la forma dell'impugnazione è determinata dalla qualificazione data dal primo giudice. Poiché all'epoca dei fatti le sentenze in materia di opposizione all'esecuzione non erano appellabili, l'unica via percorribile era il ricorso diretto in Cassazione.
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Opposizione all’esecuzione: il Comune sbaglia e perde la causa
Un Comune, tramite una società di riscossione, ha richiesto ad alcuni cittadini il pagamento di canoni enfiteutici. I cittadini hanno contestato la richiesta davanti al Giudice di Pace, che ha qualificato l'azione come opposizione all'esecuzione e ha annullato gli avvisi. Il Comune e la società hanno proposto appello in Tribunale, che lo ha dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità dell'appello. Secondo il principio dell'apparenza, il mezzo di impugnazione esperibile dipende esclusivamente da come il primo giudice ha qualificato la domanda. Poiché all'epoca dei fatti le sentenze sull'opposizione all'esecuzione non erano appellabili, il Comune non poteva proporre appello, ma avrebbe dovuto ricorrere direttamente in Cassazione.
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Tariffa forfettaria acqua: a chi spetta la prova?
Un condominio ha contestato la tariffa forfettaria acqua applicata dal comune, chiedendo il rimborso delle somme pagate in eccesso. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: l'onere della prova sui consumi effettivi spetta sempre al gestore del servizio idrico, anche quando è l'utente ad avviare la causa per contestare il debito. Inoltre, il semplice pagamento delle bollette non costituisce un'accettazione tacita del metodo di fatturazione a forfait. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione e rinviato il caso per un nuovo esame.
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