La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un professionista condannato in sede civile per la gestione di una discarica. Nonostante la prescrizione dei reati ambientali, i giudici hanno confermato le statuizioni civili a favore di enti locali e associazioni. Il ricorrente sosteneva di essere un semplice preposto alla sicurezza senza poteri di spesa. La Suprema Corte ha invece confermato la responsabilità del direttore tecnico, evidenziando che il suo ruolo di consulente e progettista comportava compiti di gestione attiva dell'impianto. Inoltre, la Corte ha ribadito che l'assoluzione nel merito in presenza di prescrizione è possibile solo se l'innocenza emerge in modo evidente e immediato, senza necessità di ulteriori accertamenti di fatto.
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