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Art. 91 Codice Penale — Sezione Settima Penale

Altri anni per Art. 91 Codice Penale

Inammissibilità del ricorso per cassazione: no alle fotocopie
L'Imputato propone ricorso contro la sentenza d'appello che gli aveva negato la non punibilità per particolare tenuità del fatto e le attenuanti generiche e specifiche. La Suprema Corte dichiara l'Inammissibilità del ricorso per cassazione in quanto i motivi presentati si limitano a riprodurre le stesse argomentazioni già vagliate e disattese dal giudice di merito. La condotta processuale priva di elementi critici di novità impedisce un nuovo esame della vicenda. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Non imputabilità per ubriachezza: la Cassazione conferma la pena
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione per contestare la propria responsabilità penale. La difesa ha invocato la non imputabilità per ubriachezza e ha criticato la severità della pena inflitta nei precedenti gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato che la difesa si è limitata a ripetere le argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello. Inoltre, L'Imputato ha ammesso di aver compreso la gravità del proprio comportamento al momento dei fatti. La Suprema Corte ha ricordato che il calcolo della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito. Di conseguenza, L'Imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali insieme a tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Ubriachezza accidentale: la condanna per la scelta volontaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato, condannato per tentata estorsione, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. La difesa invocava l'esclusione della capacità di intendere e volere per via dell'assunzione di alcol e sostanze stupefacenti. La Suprema Corte ha chiarito che l'ubriachezza accidentale si configura solo se l'assunzione è del tutto involontaria, causata da caso fortuito o forza maggiore. Nel caso specifico, l'alterazione derivava da una libera scelta del soggetto, che aveva assunto alcol, metadone e cocaina, escludendo qualsiasi riduzione di pena. Di conseguenza, L'Imputato perde il ricorso e viene condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ubriachezza Volontaria: Interrompe il 118, Condanna Inevitabile
Una persona, in stato di ebbrezza, interrompeva per futili motivi i servizi di emergenza dei Carabinieri e del 118. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna, stabilendo un principio chiaro: l'ubriachezza volontaria non è mai una scusa valida per escludere o diminuire la responsabilità penale. Solo lo stato di ebbrezza causato da un evento imprevedibile o da costrizione (caso fortuito o forza maggiore) può essere considerato una difesa. Poiché la persona aveva scelto di bere, il suo stato alterato è stato giudicato irrilevante. L'interruzione di servizi pubblici essenziali è stata inoltre ritenuta un'azione grave, non di 'particolare tenuità'.
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Ricorso inammissibile per tentata rapina: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentata rapina. I motivi sono stati rigettati in quanto uno verteva su doglianze di mero fatto, non riesaminabili in sede di legittimità, e l'altro era una semplice riproposizione di argomenti già respinti in appello. La Corte ha colto l'occasione per ribadire che il fine di profitto nei reati contro il patrimonio può avere anche natura non patrimoniale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prova decisiva: perizia non è motivo di ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sulla mancata ammissione di una perizia grafica in appello. La sentenza chiarisce che la perizia non costituisce una prova decisiva, essendo un mezzo di prova 'neutro' rimesso alla piena discrezionalità del giudice. Il ricorso è stato inoltre ritenuto generico per non aver contestato le motivazioni della corte territoriale che ritenevano l'accertamento non necessario.
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Resistenza a pubblico ufficiale per evitare l’ID
La Corte di Cassazione conferma la condanna per resistenza a pubblico ufficiale e omissione di soccorso a un uomo che, dopo un incidente stradale, ha usato violenza contro gli agenti giunti presso la sua abitazione per identificarlo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile in quanto la Corte ha ravvisato un chiaro dolo nell'azione, finalizzata a garantirsi l'impunità.
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