LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 90 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 90 Codice di Procedura Civile

Obbligo DURC appalti: quando è necessario il documento
La Corte di Cassazione ha confermato che l'obbligo DURC appalti è una condizione essenziale per il pagamento dei corrispettivi nei contratti di servizi con la Pubblica Amministrazione. Nel caso esaminato, una società richiedeva canoni per servizi di telecomunicazione, ma l'ente pubblico si è opposto per irregolarità contributiva. La Corte ha stabilito che, trattandosi di appalto, il possesso del documento è obbligatorio per legge e per contratto.
Continua »
Nullità della CTU: quando e come eccepirla in giudizio
Una società appaltatrice perde un ricorso contro un comune per la risoluzione di un contratto d'appalto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo i termini perentori per contestare la nullità della CTU. La Corte ha stabilito che l'eccezione di nullità della CTU deve essere sollevata dal difensore nella prima difesa utile dopo il deposito della perizia. Le osservazioni del consulente di parte non sono sufficienti. Inoltre, il CTU può acquisire documenti di natura tecnica per rispondere ai quesiti del giudice, purché non si sostituisca alle parti nell'onere di provare i fatti principali.
Continua »
Consulenza tecnica d’ufficio: i poteri del CTU
La Corte di Cassazione si pronuncia sui limiti dei poteri del perito nell'ambito di una consulenza tecnica d'ufficio in una causa tra due investitrici e un istituto di credito. Il caso verteva su presunte perdite derivanti da investimenti finanziari. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso delle investitrici, confermando la decisione d'appello che aveva respinto le loro domande risarcitorie per mancata prova del danno. La sentenza chiarisce che il CTU può acquisire documentazione tecnica di dettaglio, come gli estratti conto, per approfondire un rapporto già provato, senza violare le preclusioni istruttorie, consolidando i principi sulla consulenza tecnica d'ufficio.
Continua »
Prescrizione rimesse bancarie: onere della prova
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 29/02/2024, ha chiarito importanti principi in materia di prescrizione rimesse bancarie. In un caso tra un istituto di credito e una società correntista, la Corte ha stabilito che spetta al cliente, che agisce per la ripetizione dell'indebito, provare l'esistenza di un'apertura di credito. Questa prova è fondamentale per qualificare le rimesse come ripristinatorie e non solutorie, incidendo così sulla decorrenza della prescrizione. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per non aver applicato correttamente tale onere probatorio.
Continua »
Ricorso per cassazione: inammissibile contro la CTU
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello che, basandosi su una CTU grafologica, aveva confermato l'autenticità di alcune firme su effetti cambiari. Il ricorso per cassazione è stato respinto perché i motivi sollevati criticavano la decisione di primo grado anziché quella d'appello e miravano a un riesame del merito della perizia, operazione non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Occupazione appropriativa: risarcimento e responsabilità
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di occupazione appropriativa, in cui un terreno privato è stato irreversibilmente trasformato per la costruzione di alloggi pubblici senza un decreto di esproprio. La Corte ha confermato la responsabilità solidale del Comune e della cooperativa edilizia esecutrice dei lavori, rigettando le loro eccezioni sulla prescrizione e sulla legittimazione attiva degli eredi del proprietario. È stato stabilito che il risarcimento deve coprire l'intero valore venale del bene e non solo un diritto di superficie.
Continua »
Cancellazione società credito: non è rinuncia tacita
Una società, dopo aver vinto in primo grado contro una banca per la restituzione di somme indebite, si è cancellata dal registro delle imprese. La Corte d'Appello ha interpretato la cancellazione come rinuncia al credito. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la cancellazione società credito non è sufficiente a provare una volontà di rinuncia, che deve essere inequivocabile. Il credito si trasferisce ai soci.
Continua »
Maggior danno: la prova spetta sempre al creditore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15232/2024, ha stabilito che in caso di obbligazioni pecuniarie, come quelle derivanti da un vecchio libretto di deposito, il creditore deve provare il cosiddetto 'maggior danno' derivante dalla svalutazione monetaria. La rivalutazione non è automatica. La Corte ha respinto il ricorso degli eredi di un correntista, i quali richiedevano la rivalutazione di un saldo fermo dal 1944, confermando che senza una prova specifica del danno subito, si applica il principio nominalistico.
Continua »
Prevalenza cooperativa agricola: quando si fallisce?
La Cassazione conferma il fallimento di una società cooperativa agricola, negandole la qualifica di impresa agricola. Decisiva la mancanza del requisito della prevalenza dei conferimenti dei soci, non giustificata da calamità naturali. La Corte ha ritenuto corretto l'operato del CTU e inammissibile la rivalutazione dei fatti in sede di legittimità.
Continua »
Consulenza tecnica d’ufficio: limiti e poteri del CTU
La Cassazione esamina un caso di contratti derivati, chiarendo i limiti di una consulenza tecnica d'ufficio (CTU). L'ordinanza rigetta il ricorso di un istituto di credito contro una condanna basata sulla CTU, affermando che in materia contabile il CTU può acquisire documenti non prodotti in causa. L'eccezione di nullità della CTU deve essere sollevata tempestivamente dal difensore, non bastando le osservazioni del consulente di parte. La Corte accoglie parzialmente il ricorso incidentale della società cliente, rinviando al giudice d'appello la valutazione su una domanda di nullità per costi occulti non esaminata in precedenza.
Continua »
Consenso produzione documenti: il ruolo del CTP
In una causa tra una società e un istituto di credito, la Corte di Cassazione affronta due temi cruciali: il consenso produzione documenti in sede di CTU e l'onere della prova. La Corte chiarisce che il consenso alla produzione di documenti non depositati ritualmente deve provenire dalla parte o dal suo difensore, essendo irrilevante il silenzio o l'assenso del consulente tecnico di parte (CTP), che ha un ruolo puramente tecnico. Inoltre, in caso di domande contrapposte e documentazione incompleta, la Corte conferma che il rischio della mancata prova grava su chi agisce, potendo portare all'applicazione del criterio del "saldo zero" a sfavore della banca se non produce tutti gli estratti conto.
Continua »
Cessione d’azienda: quando si ereditano i debiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15159/2025, ha stabilito che in caso di cessione d'azienda, l'acquirente subentra nei contratti non ancora conclusi, inclusi quelli di appalto pubblico il cui collaudo sia ancora provvisorio. Nel caso specifico, una società che aveva acquistato un'azienda edile è stata ritenuta responsabile per i danni derivanti dal crollo di un'opera realizzata dalla società venditrice, poiché al momento della cessione il rapporto contrattuale con il Comune committente era ancora pendente.
Continua »
CTU e documenti tardivi: il consenso sana la nullità
In una causa tra banca e correntista, la Corte di Cassazione ha stabilito che la produzione tardiva di documenti è sanabile se vi è il consenso delle parti, anche implicito. L'ordinanza analizza il tema della CTU e documenti tardivi, confermando che la richiesta di esibizione documentale da parte del correntista può essere interpretata come un consenso alla loro successiva produzione. La Corte ha inoltre ribadito la legittimità del criterio del 'saldo zero' per la ricostruzione del conto in caso di documentazione incompleta.
Continua »
Onere della prova: banca condannata senza contratto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una banca alla restituzione di somme indebitamente percepite da un correntista. Il principio chiave è l'inversione dell'onere della prova: se il cliente lamenta la mancata consegna del contratto, spetta all'istituto di credito dimostrarne l'esistenza e la validità delle clausole applicate. La Corte ha inoltre validato la consulenza tecnica basata su documenti regolarmente prodotti, anche se temporaneamente smarriti, e ha respinto le altre eccezioni della banca.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza gli effetti della rinuncia al ricorso presentata congiuntamente dalle parti. Il caso, originato da un appello di un Comune contro una sentenza della Corte d'Appello, si conclude con la declaratoria di estinzione del giudizio. La Suprema Corte chiarisce che, in caso di rinuncia al ricorso, non si applica il raddoppio del contributo unificato, fornendo un'importante precisazione sulle conseguenze economiche di tale atto processuale.
Continua »
Notifica al contumace: cosa dice la Cassazione?
Un Comune, rimasto contumace in primo grado, ricorre in Cassazione lamentando la mancata notifica al contumace di una domanda riconvenzionale e dell'avvio di una CTU. La Corte rigetta il ricorso, specificando che la notifica è dovuta solo se la domanda coinvolge direttamente il contumace e che l'avvio della CTU non rientra tra gli atti da notificare obbligatoriamente.
Continua »
Credito prededucibile: subentro e danni contrattuali
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del credito prededucibile nell'ambito dell'amministrazione straordinaria. In un caso riguardante un contratto di appalto per la riparazione di una nave, la Corte ha stabilito che i danni derivanti da un inadempimento della società committente, avvenuto dopo l'apertura della procedura, devono essere considerati prededucibili. Questo perché l'amministrazione, subentrando nel contratto, assume tutti gli obblighi successivi, compreso quello di risarcire i danni per la propria condotta inadempiente, in funzione della continuità aziendale.
Continua »
Decreto ingiuntivo fallimento: quando è opponibile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opponibilità di un decreto ingiuntivo al fallimento dipende da un momento preciso: l'emissione del decreto di esecutorietà da parte del giudice. Se questo provvedimento interviene dopo la dichiarazione di fallimento, il credito non può essere ammesso al passivo sulla base del solo decreto ingiuntivo, anche se non opposto. La Corte ha però chiarito che le spese della procedura esecutiva già avviata e le domande subordinate di ammissione al chirografo devono essere comunque esaminate.
Continua »
Responsabilità solidale ente delegato: la Cassazione
Una cooperativa di costruzioni, delegata da un comune per la realizzazione di un'opera, è stata ritenuta corresponsabile per i danni derivanti da un'occupazione illegittima di un terreno privato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della cooperativa, confermando il principio della responsabilità solidale dell'ente delegato. Secondo la Corte, il delegato ha il dovere di verificare la legittimità della procedura e non può essere esonerato dalla responsabilità solo perché gli atti amministrativi erano validi al momento dell'esecuzione dei lavori, se poi annullati.
Continua »