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Art. 90 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 90 Codice di Procedura Civile

Compensazione spese legali: no se la parte vince
Un condominio vince una causa tributaria ma i giudici di merito dispongono la compensazione delle spese legali. La Cassazione interviene, annullando la decisione e chiarendo che la compensazione spese legali è possibile solo per ragioni gravi ed eccezionali, non per il solo modesto valore della controversia, quando una parte è totalmente vittoriosa.
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Consulenza tecnica d’ufficio: limiti e nullità
Una società in fallimento ha agito contro l'ex amministratrice per distrazione patrimoniale. La controversia è giunta in Cassazione, incentrandosi sulla legittimità di una consulenza tecnica d'ufficio che aveva acquisito un documento contabile dopo le scadenze processuali. La Corte ha stabilito che la mancata e tempestiva eccezione di nullità da parte della convenuta ha sanato il vizio procedurale, confermando la sua condanna al risarcimento del danno.
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Debito di valore: quando si valuta l’immobile donato?
In una causa di successione, la Cassazione ha stabilito che, in caso di azione di riduzione con reintegrazione tramite somma di denaro, si tratta di un debito di valore. Di conseguenza, il valore dell'immobile donato, che ha leso la quota di legittima, deve essere calcolato al momento della decisione giudiziale e non alla data di apertura della successione, per garantire un'equa compensazione agli eredi lesi.
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Compensazione spese: quando il giudice può negarla?
Un contribuente si oppone a una cartella esattoriale per tasse automobilistiche. Dopo aver perso in primo e secondo grado per difetto di giurisdizione, ricorre in Cassazione lamentando la mancata compensazione spese, giustificata a suo dire da un contrasto giurisprudenziale. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la compensazione delle spese è una facoltà discrezionale del giudice e non un obbligo, e condanna il ricorrente a un ulteriore pagamento per lite temeraria.
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Lavori extracontrattuali e delibera condominiale
Una società appaltatrice ha richiesto il pagamento per lavori extracontrattuali a un condominio. Le corti di merito hanno negato il pagamento per assenza di una specifica delibera assembleare. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il giudice deve prima esaminare il contratto d'appalto per verificare se questo già autorizzasse le varianti. Se il contratto lo prevede, una delibera successiva potrebbe non essere necessaria. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Valutazione consulenza tecnica: la Cassazione decide
Una paziente cita in giudizio una struttura ospedaliera per presunti danni subiti a seguito di un intervento chirurgico. La Corte d'Appello, dopo aver disposto una nuova perizia, ne ignora le conclusioni e conferma la sentenza di primo grado basandosi sulla consulenza precedente. La Corte di Cassazione interviene, annullando la decisione per vizio di motivazione. L'ordinanza sottolinea che il giudice, di fronte a una valutazione consulenza tecnica divergente, ha l'obbligo di fornire una giustificazione approfondita e comparativa della sua scelta, non potendosi limitare a un'adesione acritica a una delle due perizie.
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Lavori extracontrattuali: la prova in appalto
Una società committente si opponeva a un decreto ingiuntivo per il pagamento di lavori di ristrutturazione, contestando l'esistenza di lavori extracontrattuali. L'impresa appaltatrice, tramite domanda riconvenzionale, chiedeva il pagamento di un importo maggiore per le opere aggiuntive. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha rigettato il ricorso della committente, stabilendo che le prove, incluse le perizie e le pratiche edilizie, dimostravano una modifica sostanziale del progetto originario, legittimando la rideterminazione dell'intero compenso. Il caso evidenzia i limiti del sindacato della Cassazione sulla valutazione delle prove compiuta dai giudici di merito.
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Prelievo ex art. 725 c.c.: priorità all’erede non donatario
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito l'applicazione del prelievo ex art. 725 c.c. in una divisione ereditaria. Quando un erede ha ricevuto donazioni, l'erede non donatario ha diritto di prelevare in via prioritaria i beni residui in natura per ristabilire non solo l'uguaglianza quantitativa, ma anche quella qualitativa, prima della divisione finale del patrimonio residuo.
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Motivazione Apparente: il giudice e la CTU
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per motivazione apparente, stabilendo che il giudice non può limitarsi ad approvare la perizia d'ufficio (CTU) con formule generiche. È necessario che la decisione risponda in modo specifico alle critiche tecniche sollevate dal consulente di parte. Il caso riguardava una controversia su compensi professionali in cui la firma su una parcella era stata contestata. La Suprema Corte ha chiarito che l'omessa valutazione delle osservazioni tecniche rende la motivazione del giudice meramente apparente, violando il diritto di difesa e portando alla nullità della sentenza.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Una cittadina si oppone a una richiesta di pagamento da un'amministrazione comunale, vincendo in primo grado. L'appello dell'ente viene dichiarato inammissibile, ma il Tribunale dispone la compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione interviene, stabilendo che tale compensazione è illegittima: la parte che propone un'impugnazione inammissibile è considerata soccombente e deve sempre pagare le spese, salvo i rari casi previsti dalla legge.
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Indennità rischio radiologico: spetta agli infermieri?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11310/2025, ha stabilito che l'indennità rischio radiologico spetta anche al personale sanitario non tecnico, come gli infermieri di sala operatoria, che svolgono la loro attività in modo abituale in una 'zona controllata'. La Corte ha chiarito che il parere negativo della commissione interna di valutazione del rischio non è vincolante per il giudice, il quale può accertare autonomamente i presupposti del diritto. È sufficiente che il lavoratore provi lo svolgimento abituale dell'attività in tale zona, senza dover dimostrare la specifica dose di radiazioni assorbita, poiché la legge equipara le due condizioni.
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Distanze legali: le nuove norme su ricostruzione
La Cassazione interviene sul tema delle distanze legali in edilizia. Un caso di demolizione e ricostruzione viene riesaminato alla luce delle nuove norme (ius superveniens), più favorevoli al costruttore. La Corte annulla la decisione precedente per non aver considerato le nuove leggi e per vizi nella consulenza tecnica, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Poteri del CTU: la Cassazione sui documenti d’ufficio
In una complessa causa di regolamento di confini e usucapione, la Corte di Cassazione ha cassato con rinvio la sentenza d'appello. La Corte ha stabilito che rientra nei poteri del CTU acquisire d'ufficio documenti, come una aerofotogrammetria, se necessari a chiarire fatti secondari. Ha inoltre ravvisato un travisamento della prova nella valutazione dei titoli di proprietà, accogliendo sia il ricorso principale che quello incidentale e ordinando un nuovo esame del merito.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: guida completa
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità di un ricorso in materia di locazione a causa del mancato deposito della relazione di notificazione della sentenza impugnata, come richiesto dall'art. 369 c.p.c. La decisione sottolinea il rigore formale richiesto per gli adempimenti processuali, evidenziando che l'omissione non è sanabile e rende inutile l'esame nel merito delle questioni sollevate. Questo caso ribadisce la cruciale importanza della diligenza procedurale nel giudizio di legittimità.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: i motivi del rigetto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato contro un condominio, confermando la decisione del Tribunale che aveva parzialmente accolto un'opposizione a decreto ingiuntivo. La sentenza chiarisce punti cruciali come i termini per eccepire la mancata mediazione, la validità del deposito telematico degli atti e la non liquidabilità delle spese legali nelle procedure di correzione di errore materiale.
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Cessione d’azienda: quando si ereditano i debiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15159/2025, ha stabilito che in caso di cessione d'azienda, l'acquirente subentra nei contratti non ancora conclusi, inclusi quelli di appalto pubblico il cui collaudo sia ancora provvisorio. Nel caso specifico, una società che aveva acquistato un'azienda edile è stata ritenuta responsabile per i danni derivanti dal crollo di un'opera realizzata dalla società venditrice, poiché al momento della cessione il rapporto contrattuale con il Comune committente era ancora pendente.
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Danno da demansionamento: come provarlo in giudizio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore bancario che chiedeva il risarcimento per demansionamento. La Corte ha stabilito che non basta provare la dequalificazione, ma è necessario allegare e dimostrare in modo specifico il danno professionale subito. Affermazioni generiche sulla perdita di professionalità non sono sufficienti per ottenere il risarcimento del danno da demansionamento.
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Litispendenza: quando non si applica tra cause identiche
In una controversia ereditaria, una parte chiedeva un'indennità di occupazione per un immobile. La Corte d'Appello aveva dichiarato la litispendenza con una causa precedente, cancellando la domanda. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che l'istituto della litispendenza opera solo tra cause pendenti davanti a uffici giudiziari diversi. Se le cause sono pendenti dinanzi allo stesso ufficio, il giudice deve procedere alla loro riunione, non dichiarare la litispendenza.
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Indennità rischio radiologico: la prova in giudizio
Un'azienda sanitaria ha contestato il diritto dei suoi infermieri di sala operatoria all'indennità di rischio radiologico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che lo svolgimento abituale del lavoro in una "zona controllata" è una prova sufficiente per ottenere il beneficio. La Corte ha inoltre chiarito che la valutazione del giudice può prevalere su quella della commissione interna di valutazione del rischio e che la consulenza tecnica d'ufficio (CTU) è uno strumento valido per accertare l'abitualità dell'esposizione.
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Indennità rischio radiologico: spetta senza il parere?
Un gruppo di anestesisti ha citato in giudizio la propria azienda sanitaria per ottenere l'indennità rischio radiologico e i relativi benefici. L'azienda aveva negato il diritto basandosi sul parere negativo della commissione interna di valutazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che il parere della commissione non è vincolante. Il diritto all'indennità sorge direttamente dalla legge quando il lavoratore dimostra, anche tramite una consulenza tecnica d'ufficio, la sua abituale attività professionale in una "zona controllata" con esposizione a radiazioni ionizzanti.
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