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Art. 9 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 9 Codice di Procedura Penale

Trasporto di sostanze stupefacenti: confine o sequestro?
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per concorso nel trasporto di sostanze stupefacenti per quasi cento chili di hashish provenienti dall'estero. L'uomo fungeva da staffetta al veicolo carico di droga, bloccato dalle forze dell'ordine a Colleferro. La difesa contestava la competenza territoriale del Tribunale di Velletri, sostenendo che il processo spettasse al tribunale del luogo di primo ingresso in Italia, ossia Ventimiglia, eccependo inoltre l'inutilizzabilità dei dati estratti dallo smartphone del complice. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che, se la condotta illecita inizia all'estero in una località sconosciuta, la competenza spetta al giudice del luogo in cui è avvenuto l'ultimo segmento dell'azione, ossia il sequestro. Inoltre, la scelta del rito abbreviato sana eventuali omissioni di avviso per gli accertamenti tecnici.
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Traffico di stupefacenti: importazione e trasporto
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un indagato per traffico di stupefacenti e partecipazione a un'associazione criminale. La difesa contestava la duplicazione delle accuse, sostenendo che l'importazione di una grossa partita di cocaina assorbisse il successivo trasporto parziale in altra regione. La Suprema Corte ha respinto la tesi. I giudici hanno chiarito che il trasporto costituiva un'azione autonoma per tempi, luoghi, persone e quantitativi rispetto all'importazione originaria. Inoltre, i rapporti continuativi, i debiti accumulati per precedenti forniture e i contatti stabili con i vertici dell'organizzazione provano la piena partecipazione dell'indagato al sodalizio criminale.
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Competenza per territorio e droga: decide il luogo del sequestro
I Carabinieri hanno arrestato un uomo a seguito di una perquisizione personale che ha portato alla scoperta di quantitativi di marijuana e cocaina. L'indagato ha sostenuto di aver preso la sostanza a Napoli per consegnarla a L'Aquila, sollevando eccezione sull'errata individuazione del giudice. I magistrati hanno giudicato inverosimile tale racconto. La Corte di Cassazione ha chiarito che, quando il luogo di inizio della detenzione o del trasporto di droga resta ignoto, la competenza per territorio si radica nel luogo in cui le forze dell'ordine hanno accertato il possesso e sequestrato lo stupefacente. I giudici hanno quindi respinto il ricorso dell'imputato.
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Confisca allargata: sequestro valido sui beni intestati ai parenti
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di tre immobili e conti correnti intestati alla sorella di un indagato per traffico di stupefacenti. La misura cautelare è finalizzata alla confisca allargata, poiché il valore dei beni risultava del tutto sproporzionato rispetto ai redditi leciti dichiarati dal nucleo familiare. La ricorrente sosteneva che i beni provenissero dal padre e che il tribunale non avesse competenza territoriale. I giudici supremi hanno respinto la tesi difensiva: la competenza spetta al luogo in cui l'associazione a delinquere si è manifestata per la prima volta e la presunzione di illecita accumulazione opera anche sui beni intestati ai familiari stretti se privi di autonoma capacità economica.
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Termini riesame e deposito telematico: resta la custodia
Due indagati in carcere per spaccio di sostanze stupefacenti hanno impugnato l'ordinanza di custodia cautelare. La difesa ha sostenuto che il Tribunale del riesame avesse deciso in ritardo, superando il termine di dieci giorni, a causa dell'invio telematico degli atti avvenuto dopo la chiusura degli uffici. I ricorrenti hanno inoltre eccepito l'incompetenza del giudice per territorio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. La Suprema Corte ha chiarito le regole applicabili ai Termini riesame e deposito telematico: durante il periodo transitorio della Riforma Cartabia, un invio telematico oltre l'orario di apertura al pubblico si considera effettuato il giorno lavorativo successivo. Pertanto la decisione era tempestiva. Riguardo alla competenza territoriale, la vendita di droga avveniva in luoghi diversi senza certezza sul luogo esatto del reato, rendendo corretto l'uso dei criteri suppletivi. Gli indagati restano in carcere e pagheranno 3.000 euro ciascuno.
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Concorso nel reato: l’auto esca non salva il complice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il trasporto di dieci chilogrammi di droga. L'imputato viaggiava su un'auto con funzione di "staffetta" per depistare le forze dell'ordine e proteggere il carico illecito. La difesa contestava la competenza territoriale e la notifica degli atti, sostenendo inoltre la minima importanza della condotta per escludere il concorso nel reato. I giudici hanno confermato la competenza del Tribunale di Ravenna, dove il convoglio era stato organizzato, e hanno ribadito che il ruolo di esca configura a tutti gli effetti un concorso nel reato. La Suprema Corte ha confermato la condanna, escludendo la prescrizione e le attenuanti generiche, e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Competenza territoriale: decide la consegna, non la telefonata
Il Tribunale del Riesame confermava la misura cautelare per traffico di droga emessa dal GIP di Foggia, ritenendo quel territorio competente poiché le spedizioni partivano da lì. L'Acquirente ricorreva in Cassazione contestando la competenza. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che, in caso di accordi telefonici in cui è impossibile individuare il luogo esatto dell'accordo, la competenza territoriale si determina con i criteri suppletivi. Nel caso di specie, l'ultima parte della condotta, ovvero la consegna della droga, è avvenuta a Melfi. Pertanto, la competenza territoriale spetta al Tribunale di Potenza. La Cassazione ha annullato senza rinvio i provvedimenti limitatamente alla competenza.
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Rinvio pregiudiziale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il rinvio pregiudiziale sulla competenza territoriale sollevato da un GUP. La sentenza chiarisce che il giudice non può delegare la decisione alla Corte in modo esplorativo, ma deve motivare approfonditamente la 'serietà' della questione, fornendo tutti gli elementi per una valutazione completa. In assenza di tale onere motivazionale, il rinvio è inammissibile.
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Incompetenza territoriale e rito abbreviato: la sanatoria
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che rigetta un'eccezione di incompetenza territoriale. La Corte chiarisce che la successiva richiesta di giudizio abbreviato da parte dell'imputato preclude ogni ulteriore questione sulla competenza, agendo come una vera e propria sanatoria processuale ai sensi dell'art. 438, comma 6-bis, del codice di procedura penale.
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Competenza territoriale droga: decide il luogo consegna
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per traffico di droga, che contestava la competenza territoriale del Tribunale di Napoli. La Corte ha stabilito che, quando l'accordo per l'acquisto di stupefacenti avviene tramite strumenti non tracciabili come le cryptochat, rendendo impossibile individuare il luogo della prima azione, la competenza territoriale si determina in base a criteri suppletivi. In questo caso, è stato ritenuto competente il giudice del luogo in cui è avvenuta la consegna finale della sostanza.
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Utilizzabilità chat criptate: la Cassazione conferma
La Cassazione rigetta il ricorso di un imputato per associazione a delinquere, confermando l'utilizzabilità delle chat criptate ottenute da autorità estere tramite Ordine Europeo di Indagine (OEI). La sentenza chiarisce che tali dati, già in possesso di un'autorità UE, possono essere acquisiti dal PM senza preventiva autorizzazione del giudice e vige una presunzione di legittimità, salvo prova contraria della difesa su una specifica violazione dei diritti fondamentali.
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Traffico di droga: la Cassazione conferma condanne
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per due imputati coinvolti in un vasto traffico di droga. Il caso riguardava l'importazione di 190 kg di marijuana tramite un aereo privato. I ricorsi, basati su presunta incompetenza territoriale, vizi di motivazione e questioni procedurali, sono stati dichiarati inammissibili. La Corte ha ritenuto provato il ruolo di organizzatore di uno degli imputati e la consapevole partecipazione del co-pilota, basandosi su un solido compendio probatorio composto da intercettazioni e appostamenti.
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Competenza territoriale stupefacenti: il luogo del reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1727/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per trasporto di sostanze stupefacenti. Il caso chiarisce un punto fondamentale sulla competenza territoriale stupefacenti: per il reato di trasporto, la giurisdizione si radica nel luogo da cui la sostanza è partita (in questo caso, Roma) e non nel luogo di destinazione (Perugia). La Corte ha rigettato anche gli altri motivi di ricorso relativi alla valutazione delle prove e alla dosimetria della pena.
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Rito abbreviato: quando preclude l’eccezione di competenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la scelta del rito abbreviato da parte dell'imputato comporta una rinuncia implicita a sollevare questioni sulla competenza territoriale del giudice. Nel caso esaminato, un individuo condannato per detenzione di stupefacenti aveva contestato la competenza del Tribunale di Roma a favore di quello di Civitavecchia. Tuttavia, avendo richiesto il giudizio con rito abbreviato, l'eccezione è stata ritenuta preclusa, rendendo il ricorso inammissibile.
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Gravi indizi di colpevolezza e ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di custodia cautelare per traffico internazionale di stupefacenti. La sentenza ribadisce che il giudizio di legittimità non può riesaminare nel merito i gravi indizi di colpevolezza se la motivazione del giudice precedente è logica e coerente, ma si limita a verificare la violazione di legge o la manifesta illogicità.
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Competenza territoriale stupefacenti: decide il sequestro
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per traffico internazionale di stupefacenti, il quale contestava la competenza territoriale del tribunale. Secondo la difesa, la competenza spettava al giudice del luogo di primo ingresso della droga in Italia. La Suprema Corte ha invece confermato il principio secondo cui, in caso di incertezza sul luogo di inizio della consumazione del reato, la competenza territoriale si radica nel luogo dove avviene l'accertamento del reato, ovvero il sequestro della sostanza. La sentenza ha inoltre ribadito i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza in fase cautelare.
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Associazione a delinquere stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui ricorsi di diversi imputati condannati per associazione a delinquere stupefacenti. La sentenza conferma le decisioni dei giudici di merito, rigettando le eccezioni sulla competenza territoriale e sulla valutazione delle prove. Viene ribadito che per l'associazione a delinquere stupefacenti sono cruciali la stabilità del vincolo, la struttura organizzativa e la programmazione di un numero indefinito di reati, elementi che la Corte ha ritenuto provati al di là di ogni ragionevole dubbio. La Cassazione ha inoltre validato l'applicazione dell'aggravante della transnazionalità, data la collaborazione con gruppi criminali esteri.
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