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Art. 869 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 869 Codice Civile

Scioglimento comunione: i limiti alla divisione del bene
In un caso di scioglimento comunione di una villa con lievi difformità edilizie, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione che ne disponeva la divisione in piccole unità abitative. La Corte ha stabilito che la divisione non era 'comodamente divisibile' in quanto avrebbe svalutato l'immobile e non considerava i vincoli urbanistici e paesaggistici esistenti, rinviando il caso per una nuova e più approfondita valutazione.
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Danno da infiltrazioni: il proprietario è responsabile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del proprietario di un appartamento per un danno da infiltrazioni causato all'unità immobiliare sottostante. La Corte ha stabilito che la responsabilità del proprietario, in qualità di custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., sussiste indipendentemente dal fatto che l'immobile fosse disabitato. Inoltre, è stato chiarito che il diritto al risarcimento per il danneggiato non viene meno neanche se il suo locale è stato oggetto di un mutamento di destinazione d'uso non autorizzato, poiché il danno alla struttura fisica del bene costituisce comunque un 'danno ingiusto'.
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Volume tecnico: quando è costruzione per le distanze?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una rampa garage coperta, che fuoriesce dal terreno, non può essere considerata un semplice volume tecnico irrilevante ai fini delle distanze legali. Il caso riguardava una disputa tra vicini in cui uno aveva costruito una rampa a ridosso del confine. I giudici di merito avevano escluso la violazione, ma la Cassazione ha cassato la sentenza, precisando che qualsiasi opera non completamente interrata, dotata di solidità e utilizzabilità, rientra nel concetto di "costruzione" e deve rispettare le distanze previste dai regolamenti. La Corte ha ribadito che la nozione di volume tecnico è riservata solo a opere prive di autonomia funzionale, destinate a contenere impianti serventi.
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Cassazione senza rinvio: quando la sentenza è finale
Un proprietario terriero si è opposto all'occupazione di una parte del suo fondo da parte di una società di costruzioni. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale di procedura: una precedente decisione di cassazione senza rinvio, che annullava una sentenza d'appello per un difetto di legittimazione, aveva reso definitiva la sentenza di primo grado favorevole al proprietario. La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto estinto l'intero giudizio. La Suprema Corte ha quindi cassato la decisione d'appello, affermando il principio del giudicato formatosi sulla prima sentenza.
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