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Art. 85 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 85 Codice di Procedura Civile

Opposizione decreto ingiuntivo: quale rito usare?
Una società proponeva opposizione a decreto ingiuntivo utilizzando il rito del lavoro, dato che il credito derivava da un rapporto di agenzia. La Corte d'Appello dichiarava l'opposizione inammissibile, sostenendo che si sarebbe dovuto seguire il rito ordinario scelto dal creditore. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: per l'opposizione a decreto ingiuntivo, il rito corretto è determinato esclusivamente dalla natura del credito (causa petendi) e non dalla scelta procedurale di chi ha richiesto l'ingiunzione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo in Cassazione
Un ex amministratore impugna in Cassazione il rigetto della sua richiesta di crediti lavorativi verso una società fallita. Prima dell'udienza, presenta una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte con compensazione delle spese. La Corte Suprema dichiara estinto il giudizio, senza decidere sul merito o sulle spese, in applicazione degli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile.
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Licenziamento orale: prova e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che aveva ritenuto provato un licenziamento orale ai danni di un autotrasportatore. L'ordinanza ribadisce un principio fondamentale: il giudizio di Cassazione non può riesaminare nel merito le prove e i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. Pertanto, il ricorso dell'azienda, basato su una diversa valutazione delle prove presuntive e testimoniali, è stato respinto in quanto inammissibile.
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Ricorso improcedibile: gli errori da non commettere
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso improcedibile presentato da un lavoratore contro una società di telecomunicazioni. La causa è il deposito di una copia illeggibile della sentenza d'appello, un vizio formale che viola l'art. 369 c.p.c. La decisione comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese legali e di pesanti sanzioni economiche.
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Diritto di critica del dipendente: i limiti da non superare
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di una sanzione disciplinare a carico di una dipendente con ruolo di quadro. Le email inviate, contenenti critiche verso superiori e management, sono state giudicate eccedenti il legittimo diritto di critica del dipendente per i toni offensivi e la carenza di verità oggettiva, configurando un inadempimento contrattuale. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito.
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Interruzione processo avvocato: quando riprende?
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per la ripresa di un giudizio a seguito di interruzione processo avvocato. L'ordinanza stabilisce che il termine semestrale per la riassunzione decorre dalla cessazione della causa di sospensione del legale (ad es. dopo un anno), indipendentemente dalla conoscenza legale dell'evento da parte del cliente. La Corte ha rigettato il ricorso di una parte che aveva riassunto il processo anni dopo la sospensione del proprio difensore, ritenendo la riassunzione tardiva e confermando l'estinzione del giudizio pronunciata in appello.
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