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Art. 830 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 830 Codice Civile

Coltivare a lungo non basta: no a usucapione di terreni pubblici
Una cittadina ha richiesto al tribunale di accertare l'usucapione di terreni pubblici gestiti da un ente regionale per lo sviluppo agricolo, sostenendo di averli coltivati a lungo e che la loro destinazione pubblica fosse ormai decaduta. L'ente pubblico si è opposto rivendicando la natura indisponibile dei fondi, originariamente destinati alla riforma fondiaria e alla ridistribuzione della terra. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda. I terreni appartenenti agli enti di riforma agraria restano soggetti a un vincolo di destinazione pubblica per almeno trent'anni. Tale vincolo impedisce il possesso utile a usucapire e riduce il coltivatore a mero detentore, escludendo l'usucapione di terreni pubblici anche in presenza di piani di vendita o liquidazione.
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Terreno pubblico espropriato: usucapione di beni pubblici negata
Un privato ha richiesto l'accertamento della proprietà di un terreno agricolo per usucapione, sostenendo di aver mantenuto il possesso indisturbato del bene per decenni dopo un esproprio risalente agli anni Cinquanta. L'Ente Regionale per l'Agricoltura si è opposto, rivendicando l'acquisizione del fondo nell'ambito della riforma fondiaria per la redistribuzione ai contadini. La Corte di Cassazione ha rigettato le pretese del privato, confermando che l'usucapione di beni pubblici destinati a un servizio pubblico è giuridicamente impossibile. Nemmeno la mancata assegnazione tempestiva del terreno ai coltivatori o la prolungata inerzia dell'amministrazione privano il bene della sua natura indisponibile, la quale cessa solo con un espresso provvedimento formale.
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