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Art. 81 Costituzione — Anno 2024

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Altri anni per Art. 81 Costituzione

Buoni postali fruttiferi: vale il timbro, non la stampa
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce la questione dei buoni postali fruttiferi emessi su moduli di serie precedenti. Il caso riguarda un risparmiatore che chiedeva l'applicazione di tassi d'interesse misti, basati in parte sulla vecchia tabella stampata e in parte sul nuovo timbro. La Corte ha stabilito che il timbro indicante la nuova serie (es. 'Q/P') comporta l'applicazione integrale ed esclusiva delle nuove condizioni economiche, sostituendo in toto quelle precedenti, anche se non fisicamente cancellate sul modulo.
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Credito d’imposta ricerca e sviluppo: l’obbligo del form
Una società si è vista negare un credito d'imposta per ricerca e sviluppo perché, pur avendolo maturato nel 2007, lo ha utilizzato nel 2009 senza presentare un formulario introdotto da una legge del 2008. La Corte di Cassazione ha stabilito che il fattore decisivo per l'obbligo di presentazione del modello è la data di fruizione del credito, non quella di maturazione. Utilizzando il credito dopo il 1° gennaio 2009, la società era tenuta a rispettare la nuova procedura, pena la decadenza dal beneficio.
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Definizione agevolata: non per casse professionali
Un professionista salda un debito contributivo verso la propria cassa di previdenza pagando solo il capitale, avvalendosi della definizione agevolata del d.l. 193/2016. La Corte di Cassazione stabilisce che tale agevolazione non si applica alle casse professionali private, ma solo agli enti previdenziali pubblici. Di conseguenza, il debito non è estinto e la pensione non può essere erogata sulla base del pagamento parziale.
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Vittime del dovere: assegni anche ai figli non a carico
La Corte di Cassazione affronta il caso dei figli maggiorenni e non a carico di una vittima del dovere, i quali richiedono il riconoscimento degli assegni vitalizi. I giudici di merito avevano accolto la domanda, estendendo la disciplina prevista per le vittime del terrorismo. A causa di un contrasto giurisprudenziale sulla portata di tale estensione (se limitata ai soli benefici o estesa anche alla platea dei beneficiari), la Sezione Lavoro ha ritenuto la questione di massima importanza e ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per un pronunciamento definitivo sul diritto dei figli non a carico a ricevere tali provvidenze in presenza di un coniuge superstite.
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Riqualificazione cessione quote: no a cessione d’azienda
Una società ha acquisito il 100% delle quote di un'altra. L'Agenzia Fiscale ha riqualificato l'operazione in cessione d'azienda, applicando un'imposta di registro più elevata. La Corte di Cassazione ha annullato l'accertamento, stabilendo che, ai sensi del nuovo art. 20 del Testo Unico Registro, la tassazione deve basarsi solo sulla natura giuridica dell'atto presentato, escludendo elementi esterni o l'intento economico. La riqualificazione della cessione di quote in cessione d'azienda è stata quindi ritenuta illegittima.
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Cessione quote: no a riqualificazione in cessione azienda
Una società aveva ceduto il 100% delle quote di un'altra entità. L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato l'operazione in una cessione d'azienda per applicare imposte di registro più elevate. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7473/2024, ha annullato tale riqualificazione. Basandosi sulle recenti modifiche legislative all'art. 20 del Testo Unico sull'Imposta di Registro (TUR) e sulle pronunce della Corte Costituzionale, ha stabilito che la tassazione deve fondarsi esclusivamente sull'atto presentato per la registrazione, senza considerare elementi esterni o l'effetto economico complessivo. Pertanto, una cessione quote, anche se totalitaria, resta giuridicamente distinta da una cessione d'azienda e deve essere tassata come tale.
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Restituzione somme lorde: solo il netto va ridato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2691/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di restituzione somme lorde. A seguito della riforma di una sentenza, chi ha ricevuto un pagamento è tenuto a restituire solo l'importo netto effettivamente incassato, e non la somma lorda comprensiva delle ritenute fiscali. Spetta all'ente che ha effettuato il pagamento, in qualità di sostituto d'imposta, richiedere il rimborso delle tasse all'amministrazione finanziaria.
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Canone concessione gas: obbligo di pagamento in proroga
Una società di distribuzione del gas ha contestato l'obbligo di continuare a pagare un canone di concessione durante la proroga legale del contratto, in attesa di una nuova gara. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2352/2024, ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo di pagamento del canone concessione gas permane. La Corte ha chiarito che l'ordinamento giuridico offre al concessionario altri strumenti di tutela, come la rinegoziazione del contratto o l'azione di risarcimento danni contro l'ente pubblico inadempiente, per riequilibrare eventuali svantaggi economici derivanti dalla proroga.
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Occupazione sine titulo: quando il danno non è dovuto
Un comune ha citato in giudizio un ministero per l'occupazione sine titulo di un immobile adibito a ufficio giudiziario. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di rilascio del bene ma ha negato il risarcimento del danno. La motivazione risiede nel fatto che, secondo una legge specifica, il comune era comunque tenuto a coprire i costi di locazione per tali uffici. Di conseguenza, non ha subito una perdita economica effettiva pari al canone non percepito, ribadendo che il danno da occupazione illegittima deve essere concretamente provato.
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Indennità Covid-19: quando spetta all’artigiano
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità Covid-19 per le perdite commerciali spetta anche agli artigiani iscritti alla gestione previdenziale nel marzo 2020, purché l'iscrizione sia avvenuta prima dell'entrata in vigore della legge istitutiva (17 marzo 2020). La Corte ha respinto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il requisito è l'iscrizione al momento dell'entrata in vigore della norma, non l'iscrizione dal primo giorno del mese.
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Indennizzo aggiuntivo: decorrenza e limiti di legge
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27141/2024, ha accolto il ricorso del Ministero della Salute, stabilendo la corretta decorrenza dell'indennizzo aggiuntivo per danni da vaccinazione. Contrariamente a quanto deciso nei primi due gradi di giudizio, la Corte ha chiarito che per i soggetti già titolari dell'indennizzo base, il beneficio aggiuntivo decorre non retroattivamente, ma dalla data di entrata in vigore della legge n. 229/2005. La decisione si fonda sull'interpretazione letterale del decreto ministeriale attuativo del 6 ottobre 2006, che distingue nettamente la disciplina dell'indennizzo aggiuntivo da quella dell'assegno una tantum, per il quale è invece prevista espressa retroattività.
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Principio pro rata: escluso per la pensione anticipata
Una professionista si è vista negare l'integrazione al minimo per la sua pensione di vecchiaia anticipata. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla cassa previdenziale, stabilendo che il principio pro rata riguarda il metodo di calcolo della pensione basato sui contributi passati, ma non si estende ai requisiti di accesso per un nuovo tipo di trattamento pensionistico. La pensione anticipata, introdotta ex novo, ha regole proprie che escludono l'integrazione, e chi vi accede ne accetta le condizioni.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una lavoratrice aveva promosso un ricorso per cassazione contro una fondazione lirico-sinfonica in merito a una successione di contratti a termine. Prima della decisione della Corte, le parti hanno raggiunto una conciliazione, con conseguente rinuncia al ricorso da parte della lavoratrice. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi nel merito della questione.
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Prescrizione buoni postali: quando si perde il diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione buoni postali è decennale e decorre dalla data di scadenza, anche se non indicata sul titolo. L'obbligo di conoscere i termini ricade sul risparmiatore, che deve consultare le fonti ufficiali, non potendo invocare la mancata informazione da parte dell'intermediario. La Corte ha rigettato il ricorso dei risparmiatori il cui diritto al rimborso era ormai estinto.
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Decadenza domanda amministrativa: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito il principio di decadenza della domanda amministrativa in ambito previdenziale. Un lavoratore ha perso il diritto alla rivalutazione contributiva per amianto perché ha agito in giudizio troppo tardi rispetto alla prima istanza del 1996, rendendo inutile la seconda domanda presentata nel 2006 e confermando che i termini non possono essere 'riavviati'.
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Inquadramento dipendente pubblico: il caso di trasferimento
Una dipendente pubblica, trasferita da un comune al Dipartimento della Protezione Civile tramite una procedura speciale, è stata inquadrata in una posizione economica inferiore a quella spettantele. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto a un corretto inquadramento da dipendente pubblico, basato sull'effettiva equivalenza retributiva, rigettando l'uso di tabelle obsolete da parte dell'amministrazione e le sue argomentazioni sulla neutralità finanziaria.
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