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Art. 77 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 77 Codice di Procedura Civile

Legittimazione ad agire riscossione e crediti INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate - Riscossione non possiede la legittimazione ad agire riscossione per impugnare sentenze riguardanti il merito di un credito previdenziale, come la sua prescrizione. Tale prerogativa spetta esclusivamente all'ente impositore (INPS). Se quest'ultimo non propone appello, la decisione di primo grado favorevole al contribuente diventa definitiva, rendendo inammissibile l'impugnazione del solo agente della riscossione.
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Licenziamento disciplinare: la valutazione dei fatti
Un istituto di credito ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che annullava il licenziamento disciplinare di un direttore di filiale. Il dipendente era accusato di varie condotte, tra cui l'emissione di carte di credito all'insaputa di una cliente e la creazione di accrediti fittizi. La Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo che la valutazione degli addebiti non può essere frammentaria. I giudici devono considerare l'impatto complessivo delle condotte sul vincolo fiduciario, essenziale nel settore bancario, anche in assenza di un danno economico diretto, annullando la decisione precedente e rinviando il caso a una nuova Corte d'Appello.
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Condotta antisindacale: proposta non trattabile è illegittima
La Corte di Cassazione ha confermato che la presentazione di una proposta contrattuale definita come 'non trattabile' da parte di un'azienda durante le negoziazioni sindacali costituisce condotta antisindacale. Sebbene non esista un obbligo generale di contrattare, un precedente accordo può imporre alle parti di negoziare secondo i principi di correttezza e buona fede. Chiudere ogni possibilità di dialogo viola questo dovere e lede le prerogative sindacali.
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Diritto alla difesa: sentenza nulla senza udienza orale
Una lavoratrice si era vista rigettare la richiesta di un superiore inquadramento professionale sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha però annullato la sentenza di secondo grado, non per il merito della questione, ma per un vizio procedurale gravissimo: la Corte d'Appello aveva ignorato la richiesta della lavoratrice di discutere oralmente la causa, violando così il suo fondamentale diritto alla difesa. Il processo dovrà quindi essere celebrato nuovamente.
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Inammissibilità ricorso cassazione: le regole chiave
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di una lavoratrice contro un ente previdenziale. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali, in particolare l'art. 366 c.p.c., poiché il ricorso mancava di una esposizione chiara, sintetica e specifica dei motivi di critica alla sentenza impugnata, risolvendosi in una generica critica all'operato dei giudici di merito. Questa ordinanza sottolinea l'importanza del rispetto rigoroso dei requisiti formali per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei crediti di lavoro per un rapporto, originariamente mascherato da contratto a progetto e poi riqualificato come subordinato, inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto stesso. La Corte ha respinto il ricorso di un datore di lavoro che sosteneva la decorrenza in corso di rapporto, chiarendo che la mancanza di 'stabilità reale' e il conseguente stato di soggezione del lavoratore giustificano tale posticipo. È stato inoltre confermato il principio per cui le differenze retributive vanno calcolate al lordo delle ritenute fiscali.
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