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Art. 76 Costituzione — Anno 2023

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Altri anni per Art. 76 Costituzione

Calcolo Pensione Spettacolo: Tetto Salariale Vince, Salta Ricalcolo
Un lavoratore dello spettacolo si è opposto al calcolo della sua pensione, effettuato dall'Ente Previdenziale applicando un tetto massimo alla retribuzione giornaliera. I giudici di merito gli avevano dato ragione, ordinando un ricalcolo più favorevole. La Corte di Cassazione, però, ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che il massimale previsto da una vecchia normativa è ancora valido e deve essere applicato. Il corretto calcolo pensione lavoratori spettacolo richiede questo limite per bilanciare i diritti del singolo con la sostenibilità economica del sistema previdenziale. Di conseguenza, la Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, annullando la sentenza precedente e confermando la legittimità del tetto retributivo.
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Concordato esclude 36M di tasse: Cassazione rinvia la decisione
Una società proponente un concordato fallimentare ha tentato di limitare il proprio impegno ai soli debiti già noti, provocando l'esclusione del credito erariale per oltre 36 milioni di euro, richiesto dall'Agenzia delle Entrate lo stesso giorno della proposta. L'Agenzia ha contestato l'operazione, definendola un abuso del diritto e una violazione della priorità dei crediti fiscali. La Corte di Cassazione, data la novità e la complessità della questione, non ha emesso una sentenza definitiva. Ha invece rinviato il caso a una pubblica udienza per un esame più approfondito, lasciando in sospeso il destino del maxi-credito.
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Omesso versamento ritenute: nuove regole dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per omesso versamento ritenute a seguito di un importante intervento della Corte Costituzionale. Il caso riguardava un amministratore di una società accusato di non aver versato le ritenute d'acconto per gli anni 2015 e 2016. La decisione si fonda sulla sentenza n. 175/2022 della Consulta, che ha dichiarato illegittima l'estensione del reato alle somme semplicemente dichiarate ma non formalmente certificate ai dipendenti. Poiché la norma era stata ampliata dal Governo oltre i limiti della delega parlamentare, la Cassazione ha stabilito che il giudice di merito deve ora verificare se le certificazioni siano state effettivamente rilasciate, condizione essenziale per la punibilità penale.
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Ritenute certificate: prova e Modello 770
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna riguardante l'omesso versamento di ritenute certificate. Il punto centrale della decisione riguarda l'insufficienza del Modello 770 come unica prova del reato. A seguito della sentenza n. 175/2022 della Corte Costituzionale, per configurare il delitto è necessario dimostrare l'effettivo rilascio delle certificazioni ai dipendenti. Il giudice di merito deve quindi verificare l'ammontare del debito basandosi sulle singole attestazioni rilasciate ai lavoratori e non solo sulla dichiarazione fiscale del sostituto d'imposta, garantendo che la soglia di punibilità sia effettivamente superata tramite prove concrete.
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Responsabilità solidale venditore: quando risponde
La Corte di Cassazione stabilisce che, in caso di revoca dell'agevolazione "prima casa" per le caratteristiche oggettive di lusso di un immobile, sussiste la responsabilità solidale del venditore. La revoca non dipende da una dichiarazione mendace dell'acquirente, ma da elementi del contratto noti a entrambe le parti, come la superficie dell'immobile. Pertanto, il venditore è tenuto a rispondere per le maggiori imposte insieme all'acquirente.
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Ritenute non versate: la Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di ritenute non versate, stabilendo un principio fondamentale sulla prova. È stato chiarito che un controllo a campione effettuato dall'Agenzia delle Entrate non è sufficiente per dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, il superamento della soglia di punibilità. La sentenza sottolinea che, per configurare il reato, è necessario provare che le certificazioni siano state effettivamente rilasciate ai lavoratori per un importo superiore al limite di legge, un onere che non può essere soddisfatto da verifiche parziali o presuntive.
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Tassazione pensione integrativa: il regime speciale
Una ex dipendente pubblica ha richiesto un rimborso fiscale sulla sua pensione complementare, invocando un regime agevolato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per i soggetti iscritti ai fondi pensione prima del 1993 ("vecchi iscritti"), le nuove regole sulla tassazione pensione integrativa non si applicano alle prestazioni maturate prima del 2007. Per tali importi, resta valido il precedente e meno vantaggioso regime fiscale.
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Medico specializzando: esclusività e lavoro esterno
Una dottoressa in formazione specialistica ha visto il suo contratto risolto per aver svolto attività professionali esterne. Ha impugnato la decisione, sostenendo che la legge italiana sull'esclusività fosse contraria al diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la norma nazionale sull'obbligo di esclusività per il medico specializzando è una legittima attuazione del principio europeo della formazione a tempo pieno. La risoluzione del contratto è stata ritenuta giustificata a causa della violazione reiterata e protratta del divieto.
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Opposizione cartella esattoriale privacy: i termini
Un Comune ha ricevuto una cartella esattoriale per una sanzione del Garante Privacy, relativa alla pubblicazione illecita di dati sanitari. L'opposizione del Comune è stata respinta perché i motivi di merito dovevano essere sollevati in precedenza, secondo la procedura speciale introdotta dal D.Lgs. 101/2018. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che, in assenza di nuove memorie difensive, l'atto di contestazione si converte automaticamente in un titolo esecutivo, rendendo l'opposizione cartella esattoriale privacy tardiva e infondata nel merito.
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Successione figlio naturale: parità retroattiva
La Corte di Cassazione, con la sentenza 9066/2023, ha stabilito la piena applicazione retroattiva del principio di parità tra figli nati nel matrimonio e fuori. In una causa di successione figlio naturale apertasi nel 1944, la Corte ha rigettato la tesi che voleva applicare la vecchia normativa discriminatoria, affermando che le riforme del 2012-2013 hanno sanato una situazione di illegittimità pregressa, garantendo quote ereditarie uguali. Ha inoltre cassato con rinvio la decisione per ricalcolare la divisione includendo una donazione soggetta a collazione.
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Tutela reintegratoria: licenziamento nullo e Jobs Act
Un dipendente del settore trasporti, assunto con contratto a tutele crescenti, viene licenziato. Il licenziamento è dichiarato nullo per un grave vizio procedurale, ma la Corte d'Appello nega la tutela reintegratoria, concedendo solo un'indennità economica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 9530/2023, solleva una questione di legittimità costituzionale, sospettando che la norma del Jobs Act che limita la reintegrazione ai soli casi di nullità "espressa" violi la legge delega del Parlamento, e rimette gli atti alla Corte Costituzionale.
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