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Art. 75 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 75 Codice Civile

Retribuzione onnicomprensiva: no extra per il personale EP
Una dipendente universitaria di categoria EP si è vista negare dalla Corte di Cassazione il diritto a un compenso aggiuntivo per attività svolte in favore di soggetti esterni, sulla base di una convenzione stipulata dall'Ateneo. La Corte ha stabilito che il principio della retribuzione onnicomprensiva, previsto dai contratti collettivi per tale categoria, assorbe anche queste prestazioni, in quanto rientranti nel profilo professionale e non derogabili da normative precedenti come il D.P.R. 382/1980.
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Onere della prova: Cassazione chiarisce i limiti
Un lavoratore chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con un'associazione sindacale. La Corte d'Appello accoglieva la domanda, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. La Suprema Corte ha chiarito che l'onere della prova della subordinazione grava esclusivamente sul lavoratore. Solo una volta provata la subordinazione, scatta per il datore di lavoro l'onere di dimostrare l'eventuale gratuità della prestazione. La Corte d'Appello aveva erroneamente invertito questo onere, basando la sua decisione sulla mancata prova della gratuità da parte dell'associazione, in assenza di prove sufficienti sulla subordinazione.
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Clausola penale: come si calcola il risarcimento?
La Corte di Cassazione interviene su una controversia relativa alla risoluzione di un contratto per l'installazione di apparecchi da gioco. A seguito dell'inadempimento dell'esercente, la società fornitrice ha richiesto l'applicazione della clausola penale. La Suprema Corte, pur rigettando la maggior parte dei motivi di ricorso, ha accolto quello relativo all'errato calcolo del periodo di inadempimento, rideterminando l'importo della penale sulla base delle stesse dichiarazioni iniziali della parte attrice, in applicazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Indennità preavviso: spetta nel cambio appalto?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità sostitutiva del preavviso spetta al lavoratore licenziato a seguito di un cambio appalto, anche se viene immediatamente riassunto dalla nuova impresa. La Corte ha chiarito che la clausola sociale di riassorbimento non elimina l'obbligo del datore di lavoro uscente di rispettare il termine di preavviso o di versare la relativa indennità, poiché la risoluzione del rapporto è un atto unilaterale di licenziamento e non una cessazione consensuale.
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Preavviso: indennità dovuta nel cambio appalto
La Corte di Cassazione ha confermato che l'indennità sostitutiva del preavviso è dovuta al lavoratore licenziato a seguito di un cambio appalto, anche se viene immediatamente riassunto dalla nuova azienda. La Corte ha chiarito che la risoluzione del rapporto è un licenziamento unilaterale e non un accordo consensuale. Il fatto che il contratto collettivo preveda un preavviso ridotto per questa specifica ipotesi conferma che il diritto non viene meno, ma è solo diversamente modulato.
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