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Art. 742 Codice di Procedura Civile — Sezione Sesta Civile

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Termine per accettare l’eredità: la Cassazione blocca il ricorso
Un soggetto interessato a riottenere un immobile occupato dal defunto ha chiesto al giudice di fissare un termine per accettare l'eredità alla potenziale erede. Il Tribunale ha concesso il termine. La chiamata all'eredità ha impugnato la decisione, arrivando fino alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Cassazione ha chiarito che il provvedimento che stabilisce un termine per accettare l'eredità non ha carattere decisorio o definitivo, poiché è sempre revocabile e modificabile. Di conseguenza, contro la decisione emessa in sede di reclamo non è possibile proporre ricorso in Cassazione. La ricorrente ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Reclamo in volontaria giurisdizione: Tribunale o Corte d’Appello?
Un'erede si oppone alla revoca di un inventario ereditario. Presenta appello allo stesso Tribunale che ha emesso il provvedimento, ma questo si dichiara non competente, indicando la Corte d'Appello. La Corte di Cassazione interviene per risolvere la questione di competenza. Stabilisce un principio chiaro: il reclamo in volontaria giurisdizione contro un provvedimento di un giudice singolo del Tribunale deve essere sempre proposto davanti alla Corte d'Appello. La Cassazione, quindi, accoglie il ricorso dell'erede e ordina che la causa prosegua davanti al giudice corretto, cioè la Corte d'Appello.
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