LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 74 Codice della Crisi d'Impresa — Anno 2026

Altri anni per Art. 74 Codice della Crisi d'Impresa

Concordato minore: negato all’ex imprenditore cancellato
Un'ex imprenditrice individuale, dopo aver cancellato la propria attività dal registro delle imprese, ha proposto un concordato minore di tipo liquidatorio per risolvere i suoi debiti. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno inizialmente approvato la proposta, ritenendo che il divieto di accesso a questa procedura si applicasse solo alle società e non ai singoli imprenditori. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la domanda di concordato minore presentata da un imprenditore già cancellato dal registro delle imprese è sempre inammissibile. Di conseguenza, i giudici hanno revocato l'omologazione del piano, chiarendo che chi cessa volontariamente l'attività perde il diritto di accedere a strumenti negoziali di risoluzione della crisi, potendo ricorrere solo alla liquidazione controllata.
Continua »
Concordato minore negato all’ex imprenditore: vince il creditore
La Corte di Cassazione ha stabilito che la domanda di accesso alla procedura di concordato minore presentata da un imprenditore già cancellato dal registro delle imprese è sempre inammissibile. Nel caso di specie, i debitori (ex titolari di una ditta individuale cancellata) avevano proposto un piano di concordato minore di tipo liquidatorio, omologato nei primi gradi di giudizio. La società creditrice ha impugnato l'omologazione, sostenendo la violazione del Codice della Crisi d'Impresa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del creditore, chiarendo che il divieto previsto dalla legge ha carattere assoluto e letterale. Non rileva, quindi, la distinzione tra piano in continuità o liquidatorio. Di conseguenza, la Cassazione ha revocato l'omologazione del piano precedentemente concesso ai debitori, accogliendo definitivamente il reclamo del creditore.
Continua »
Concordato Minore: Voto Fisco Valido Senza Parere Regionale
Un professionista con un debito fiscale superiore a 1,6 milioni di euro propone un concordato minore offrendo circa 30.000 euro. L'Agenzia delle Entrate esprime voto contrario. La Corte di Cassazione interviene per chiarire un punto cruciale: la procedura di voto per il Fisco nel concordato minore è autonoma e semplificata. Non richiede il complesso iter previsto per le procedure maggiori, come il parere obbligatorio della Direzione Regionale. Di conseguenza, il voto negativo espresso dalla sola Direzione Provinciale è stato ritenuto valido. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione favorevole al professionista, stabilendo che le regole del concordato preventivo non si applicano automaticamente a quello minore.
Continua »