Un commerciante, condannato per la detenzione in cattivo stato di conservazione di alimenti destinati alla vendita, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato sosteneva che una recente riforma avesse cancellato il reato dall'ordinamento. La Suprema Corte ha però dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il Governo è intervenuto tempestivamente prima che la norma abrogatrice entrasse in vigore. Di conseguenza, il reato legato alla corretta conservazione di alimenti è rimasto pienamente valido e punibile. Il commerciante è stato condannato a pagare le spese del processo e una sanzione pecuniaria.
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