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Art. 729 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 729 Codice di Procedura Penale

Contrabbando doganale: la cauzione non cancella il reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un importatore professionista per i reati di contrabbando doganale e falso in atto pubblico. L'imputato aveva presentato false dichiarazioni doganali per ottenere esenzioni daziose sull'importazione di merci dal Bangladesh. La difesa sosteneva l'inoffensività del fatto, avendo versato una somma in garanzia, e l'inutilizzabilità di un documento estero acquisito senza rogatoria internazionale. I giudici hanno respinto i motivi: il deposito cauzionale non esclude il reato, poiché la somma sarebbe stata restituita senza la scoperta del falso. Inoltre, i documenti amministrativi esteri acquisiti senza attività invasive non richiedono rogatoria. L'appello è stato rigettato con condanna alle spese.
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Autoriciclaggio: omissioni del PM annullano il carcere
Il caso riguarda un Professionista accusato di autoriciclaggio e reati tributari. Secondo l'accusa, l'indagato avrebbe reinvestito quindici milioni di euro, ottenuti tramite presunte attività illecite collegate alla compravendita di un immobile a Londra, in azioni di società italiane per nasconderne la provenienza. Il Tribunale del Riesame aveva confermato la custodia cautelare in carcere. La Corte di Cassazione ha però annullato questa decisione con rinvio. I giudici di legittimità hanno stabilito che il Pubblico Ministero ha l'obbligo di trasmettere al Giudice per le Indagini Preliminari non solo gli elementi d'accusa, ma anche tutti i documenti favorevoli all'indagato raccolti all'estero tramite rogatoria, purché dotati di forza decisiva per la difesa. Il Tribunale dovrà ora verificare se l'omessa trasmissione di tali atti abbia viziato la misura cautelare.
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Dichiarazione fraudolenta: ricorso inammissibile
Un imprenditore, condannato per dichiarazione fraudolenta tramite fatture fittizie, ricorre in Cassazione lamentando vizi di prova e motivazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la solidità delle prove, inclusa la testimonianza del complice e i documenti ottenuti all'estero, e la correttezza della sentenza d'appello.
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Cooperazione fiscale internazionale: Info estere valide
La Corte di Cassazione affronta un caso di frode fiscale, stabilendo un importante principio sulla cooperazione fiscale internazionale. La sentenza chiarisce che le informazioni ottenute da autorità fiscali estere tramite canali di cooperazione amministrativa sono pienamente utilizzabili nel processo penale italiano, anche senza una formale rogatoria internazionale. Sebbene nel caso specifico i reati siano stati dichiarati estinti per prescrizione, la Corte ha annullato la confisca per equivalente ma ha confermato quella diretta, ribadendo che quest'ultima può sopravvivere alla prescrizione se la responsabilità penale è stata accertata nei gradi di merito.
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