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Art. 729 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 729 Codice di Procedura Penale

Ordine Europeo di Indagine: chat segrete contro prove legittime
L'Indagato, dipendente portuale accusato di far parte di un'associazione dedita al narcotraffico, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La difesa ha contestato l'acquisizione e l'utilizzabilità delle chat decrittate della piattaforma Sky Ecc, ottenute dalla Procura tramite un Ordine Europeo di Indagine rivolto alle autorità francesi, sostenendo che si trattasse di intercettazioni illegittime. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena utilizzabilità dei dati. I giudici hanno chiarito che i messaggi archiviati sul server costituiscono "dati freddi" acquisibili come documenti all'estero (Art. 234-bis c.p.p.) e che l'Ordine Europeo di Indagine si fonda sul principio di reciproca fiducia tra Stati membri, escludendo la necessità di verificare i dettagli tecnici dell'algoritmo di decifrazione francese.
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Chat Blackberry e Droga: Prova Valida Senza Rogatoria Estera
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di traffico di droga basato su prove ottenute da chat Blackberry. Gli imputati sostenevano che le prove fossero inutilizzabili perché i server della società si trovavano all'estero (Canada) e non era stata richiesta una rogatoria internazionale. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un importante principio sulla utilizzabilità intercettazioni chat: se la comunicazione avviene tra persone in Italia, la captazione del dato avviene sul suolo nazionale. La successiva decriptazione, anche se effettuata all'estero, è un'attività distinta che non invalida la prova. Di conseguenza, le condanne sono state confermate.
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Imprenditore per il Clan: non aiuto esterno ma partecipazione mafiosa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 14 anni per un imprenditore accusato di essere il referente economico di un noto clan camorristico. L'uomo gestiva e reinvestiva i capitali illeciti del Capoclan in un vasto impero immobiliare in Romania. La sentenza stabilisce un principio chiave: agire come braccio economico stabile e organico di un'organizzazione criminale non è un semplice aiuto esterno, ma una vera e propria partecipazione ad associazione mafiosa. L'imprenditore non era un semplice complice, ma un membro a tutti gli effetti, pienamente integrato nelle strategie del clan. La sua condanna è stata quindi ritenuta legittima, consolidando la sua piena appartenenza al sodalizio.
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Associazione mafiosa: estradizione e prove dall’estero
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quindici anni di reclusione per un soggetto accusato di associazione mafiosa con ruolo apicale. Il ricorrente contestava la validità dell'estradizione dal Brasile, sostenendo che il reato associativo non fosse previsto in quello Stato, e l'utilizzabilità di intercettazioni ambientali trasmesse spontaneamente dalle autorità olandesi. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che il principio di specialità è rispettato se il fatto è punito in entrambi gli ordinamenti e che le prove trasmesse spontaneamente dall'estero non sono soggette ai limiti previsti per le rogatorie internazionali.
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