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Art. 729 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 729 Codice di Procedura Penale

Ordine Europeo di Indagine: chat segrete contro prove legittime
L'Indagato, dipendente portuale accusato di far parte di un'associazione dedita al narcotraffico, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La difesa ha contestato l'acquisizione e l'utilizzabilità delle chat decrittate della piattaforma Sky Ecc, ottenute dalla Procura tramite un Ordine Europeo di Indagine rivolto alle autorità francesi, sostenendo che si trattasse di intercettazioni illegittime. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena utilizzabilità dei dati. I giudici hanno chiarito che i messaggi archiviati sul server costituiscono "dati freddi" acquisibili come documenti all'estero (Art. 234-bis c.p.p.) e che l'Ordine Europeo di Indagine si fonda sul principio di reciproca fiducia tra Stati membri, escludendo la necessità di verificare i dettagli tecnici dell'algoritmo di decifrazione francese.
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Chat Blackberry e Droga: Prova Valida Senza Rogatoria Estera
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di traffico di droga basato su prove ottenute da chat Blackberry. Gli imputati sostenevano che le prove fossero inutilizzabili perché i server della società si trovavano all'estero (Canada) e non era stata richiesta una rogatoria internazionale. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un importante principio sulla utilizzabilità intercettazioni chat: se la comunicazione avviene tra persone in Italia, la captazione del dato avviene sul suolo nazionale. La successiva decriptazione, anche se effettuata all'estero, è un'attività distinta che non invalida la prova. Di conseguenza, le condanne sono state confermate.
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Chat SkyECC: utilizzabilità prove da O.I.E.
Un individuo accusato di narcotraffico ha contestato l'uso di messaggi criptati da chat SkyECC ottenuti dalla Francia tramite Ordine Europeo di Indagine (O.E.I.). La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'utilizzabilità della prova sulla base del principio di mutuo riconoscimento tra Stati UE e richiamando una decisione delle Sezioni Unite. La Corte ha chiarito che tali dati sono considerati atti di un procedimento estero, legittimamente acquisiti tramite O.E.I. senza necessità di un'autorizzazione giudiziaria preventiva in Italia, a meno che la difesa non provi una specifica violazione dei diritti fondamentali.
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Chat criptate: la Cassazione sulla loro validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare basata su prove derivanti da chat criptate. La sentenza stabilisce che l'acquisizione di messaggi, già decifrati da autorità estere e trasmessi tramite Ordine Europeo di Indagine (OEI), non costituisce un'intercettazione ma l'acquisizione di prove documentali, pienamente utilizzabili nel processo penale italiano in base al principio di reciproco affidamento tra stati membri dell'UE.
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