La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 14 anni per un imprenditore accusato di essere il referente economico di un noto clan camorristico. L'uomo gestiva e reinvestiva i capitali illeciti del Capoclan in un vasto impero immobiliare in Romania. La sentenza stabilisce un principio chiave: agire come braccio economico stabile e organico di un'organizzazione criminale non è un semplice aiuto esterno, ma una vera e propria partecipazione ad associazione mafiosa. L'imprenditore non era un semplice complice, ma un membro a tutti gli effetti, pienamente integrato nelle strategie del clan. La sua condanna è stata quindi ritenuta legittima, consolidando la sua piena appartenenza al sodalizio.
Continua »