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Art. 726 Codice Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 726 Codice Penale

Daspo Urbano: la Cassazione conferma la legittimità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cittadino per violazione del Daspo Urbano. Il ricorso, basato sulla mancata traduzione degli atti e sulla presunta illegittimità del provvedimento del Questore e del regolamento comunale, è stato respinto. La Corte ha ritenuto provata la comprensione della lingua italiana da parte dell'imputato e ha affermato la piena legittimità di un Daspo Urbano fondato su episodi reiterati di ubriachezza e del regolamento comunale che delimita ampie aree urbane come zone soggette al divieto.
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Daspo Urbano: legittimo anche senza traduzione atti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cittadino straniero per la violazione di un daspo urbano. L'imputato sosteneva la nullità del procedimento per la mancata traduzione degli atti e l'illegittimità del provvedimento del Questore. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la conoscenza della lingua italiana era stata adeguatamente provata da vari elementi (permanenza in Italia, dichiarazioni, uso di espressioni complesse). Inoltre, ha ritenuto legittimo il daspo urbano, basato su reiterati episodi di ubriachezza molesta, e ha confermato la validità del regolamento comunale che identificava l'intera area del centro storico come zona soggetta a divieto.
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Notifica PEC PA: valida anche senza firma digitale?
Un cittadino ha contestato una sanzione amministrativa sostenendo l'invalidità della notifica PEC dell'ordinanza ingiunzione per vizi formali come l'assenza di firma digitale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica PEC è valida se raggiunge il suo scopo informativo, anche in presenza di irregolarità, a meno che non si dimostri un concreto pregiudizio al diritto di difesa.
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