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Art. 72 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 72 Codice Civile

Oneri consortili: chi paga i debiti pregressi?
Un consorzio industriale ha richiesto al nuovo proprietario di un immobile il pagamento di oneri consortili maturati prima della vendita. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in assenza di una specifica previsione nello statuto del consorzio, i debiti pregressi restano a carico del venditore. La Corte ha chiarito che l'obbligo di pagare gli oneri consortili è un'obbligazione 'propter rem', che vincola il nuovo proprietario solo per le quote maturate dopo l'acquisto, e non può essere assimilata automaticamente alla disciplina del condominio.
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Incarico provvisorio: quando la revoca è legittima?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un incarico provvisorio, conferito in attesa dell'esito di una selezione, cessa automaticamente con la conclusione della stessa. La successiva gestione del posto, resosi nuovamente vacante, rientra nella discrezionalità organizzativa del datore di lavoro, che non è obbligato a scorrere la graduatoria per un nuovo incarico ad interim. La Corte ha rigettato il ricorso di una dipendente che contestava la legittimità della cessazione del suo incarico e la successiva nomina di un altro collega.
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Simulazione acquisto: onere della prova col Fisco
Un contribuente si oppone a un accertamento fiscale basato sull'acquisto di un immobile, sostenendo una simulazione di acquisto che celava una donazione. La Cassazione chiarisce che per vincere la presunzione del Fisco non basta produrre un assegno non incassato o la dichiarazione del venditore. È necessario un quadro probatorio completo e criticamente valutato dal giudice, poiché tali elementi da soli sono considerati semplici indizi e non prove sufficienti a dimostrare la gratuità dell'atto.
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Accertamento sintetico: prova contraria e simulazione
In un caso di accertamento sintetico per l'acquisto di un immobile, la Corte di Cassazione ha stabilito che la difesa del contribuente, basata sulla simulazione dell'atto di compravendita (in realtà una donazione), non può fondarsi unicamente sulla mancata riscossione dell'assegno. Per superare la presunzione del Fisco, è necessario un quadro probatorio completo e concordante, che il giudice deve valutare criticamente nel suo insieme e non in modo frammentario. La sola dichiarazione del venditore o il mancato incasso non sono, da soli, sufficienti a dimostrare la gratuità dell'operazione.
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Compravendita simulata e Fisco: la prova contraria
La Corte di Cassazione analizza il caso di un accertamento fiscale basato su un acquisto immobiliare. Il contribuente sosteneva una compravendita simulata che nascondeva una donazione. La Corte ha stabilito che, per superare la presunzione del Fisco, non basta dimostrare il mancato incasso di un assegno o produrre una dichiarazione del venditore. È necessaria una valutazione complessiva di prove gravi, precise e concordanti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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