La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9040/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione. L'ordinanza ribadisce che le prove del reato possono basarsi su elementi indiretti. La mancata spiegazione sulla provenienza di beni rubati, unita a circostanze sospette come scaricare merce di notte in un luogo anomalo, è sufficiente a dimostrare la consapevolezza dell'origine illecita, integrando così il delitto.
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