La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro il mantenimento della sua **custodia cautelare estradizionale**. L'uomo era detenuto in attesa di estradizione verso il suo paese d'origine per accuse di terrorismo. La difesa sosteneva che, dopo un precedente annullamento della sentenza di estradizione da parte della Cassazione e nuove indagini che escludevano contatti con gruppi jihadisti, non sussistessero più i gravi indizi di colpevolezza. La Suprema Corte ha però chiarito che i gravi indizi non sono un presupposto per la custodia cautelare in materia estradizionale, dove prevale il pericolo di fuga. Ha inoltre ribadito l'autonomia tra il giudizio di estradizione e le misure cautelari. Il ricorso è stato respinto, e l'uomo è stato condannato al pagamento delle spese.
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