Un uomo spara due colpi di fucile in aria nella sua proprietà per allontanare dei cani randagi. L'arma, legalmente detenuta dal padre, viene sequestrata. I due ricorrono in Cassazione sostenendo l'assenza di pericolo. La Corte Suprema respinge il ricorso, confermando il sequestro. Secondo i giudici, il reato di esplosioni pericolose è ipotizzabile perché gli spari sono avvenuti vicino a un'altra abitazione. Questo fatto, da solo, crea un potenziale pericolo per la pubblica sicurezza e giustifica il sequestro dell'arma per le necessarie indagini, a prescindere dalle intenzioni.
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