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Art. 671 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 671 Codice di Procedura Civile

Validità della procura alle liti: basta una firma per due cause
Un committente ha impugnato la risoluzione di un contratto d'appalto per la costruzione di un'imbarcazione, contestando la validità della procura alle liti usata dall'impresa costruttrice. L'avvocato dell'impresa aveva infatti avviato la causa di merito utilizzando lo stesso mandato ricevuto per la precedente fase cautelare di sequestro conservativo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del committente, confermando la piena validità della procura alle liti. I giudici hanno stabilito che il mandato rilasciato per la fase cautelare prima della causa, se formulato con espressioni ampie e comprensive, abilita il difensore a introdurre anche il successivo giudizio di merito, senza necessità di una nuova firma. Il committente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Responsabilità professionale dell’avvocato: nessun risarcimento
Un subappaltatore ha fatto causa al proprio legale chiedendo il risarcimento dei danni per la presunta responsabilità professionale dell'avvocato. Il cliente sosteneva che il difensore avesse colpevolmente omesso di richiedere un sequestro conservativo verso l'appaltatore insolvente, impedendogli di recuperare il proprio credito. I giudici di merito hanno rigettato la domanda applicando il giudizio controfattuale: anche se l'avvocato avesse richiesto il sequestro, questo non avrebbe avuto successo poiché non vi era alcuna somma liquida da bloccare derivante dall'accordo transattivo tra committente e appaltatore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che non vi è colpa del professionista se l'azione omessa non avrebbe comunque portato ad alcun risultato utile per il cliente. Il subappaltatore perde definitivamente la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Principio dell’apparenza: come impugnare un atto?
Un soggetto, sostenendo di essere il vero proprietario di un immobile pignorato, si oppone al piano di distribuzione. La sua opposizione viene qualificata come 'agli atti esecutivi'. L'appello viene dichiarato inammissibile applicando il principio dell'apparenza, secondo cui il mezzo di impugnazione è determinato dalla qualificazione data dal primo giudice. La Cassazione conferma la decisione, rigettando il ricorso.
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