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Art. 660 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 660 Codice di Procedura Penale

Esecuzione della confisca: no al ricorso per stasi processuale
Il Pubblico Ministero ha trasmesso il fascicolo relativo a una confisca per equivalente al giudice per l'esecuzione senza formulare richieste specifiche. Il tribunale ha reso un provvedimento di non luogo a provvedere, restituendo gli atti all'accusa. L'accusa ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'illegittimità dell'atto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che spetta al Pubblico Ministero curare l'esecuzione della confisca e formulare istanze dettagliate al giudice. La decisione del tribunale ha natura interlocutoria e non determina alcuna stasi insuperabile del procedimento, non trattandosi di un atto abnorme. Pertanto, l'accusa deve indicare con precisione gli adempimenti richiesti prima di adire il giudice.
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Esecuzione della confisca: la Cassazione sblocca i beni
Il Tribunale di Forlì aveva bloccato la vendita di immobili confiscati a un condannato poiché il Pubblico Ministero non aveva preventivamente emesso un ordine di pagamento. Il Procuratore ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo l'inapplicabilità della riforma Cartabia al caso di specie. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando che per i reati commessi prima della riforma si applica la vecchia disciplina. Di conseguenza, l'esecuzione della confisca può procedere senza la necessità di un preventivo ordine di esecuzione ingiuntivo. La Cassazione ha annullato l'ordinanza con rinvio.
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Confisca per equivalente: P.M. vince, può pignorare senza preavviso
La Corte di Cassazione interviene sulla procedura di esecuzione della **confisca per equivalente**. Un Pubblico Ministero aveva individuato e aggredito direttamente dei titoli azionari di un condannato, ma il Tribunale aveva bloccato l'operazione, sostenendo che fosse necessario prima inviare un ordine di pagamento. La Cassazione ha dato ragione al Pubblico Ministero, stabilendo un principio fondamentale: in assenza di beni già sequestrati, il P.M. ha la facoltà di scegliere se procedere con l'ordine di pagamento oppure con l'esecuzione diretta sui beni individuati successivamente. Non esiste una gerarchia tra le due procedure, ma una semplice alternativa a discrezione dell'organo esecutivo.
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Confisca e patteggiamento: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19643/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento che includeva una confisca. L'imputato lamentava una motivazione carente sulla sussistenza dei reati e sulla titolarità dei beni confiscati. La Corte ha ribadito che i motivi di ricorso contro il patteggiamento sono limitati e che la doglianza sulla confisca era troppo generica, specialmente per i beni non ancora sequestrati, la cui individuazione spetta al Pubblico Ministero in fase esecutiva.
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Rateizzazione decreto penale: quando è inammissibile?
Un imputato si è opposto a un decreto penale di condanna, chiedendo contestualmente la rateizzazione della pena pecuniaria. Il Giudice ha respinto la richiesta e l'imputato ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il provvedimento di rigetto in questa fase non è impugnabile. La sentenza sottolinea che la richiesta di rateizzazione del decreto penale può essere avanzata nel giudizio successivo all'opposizione o, dopo che il decreto è divenuto definitivo, al Magistrato di Sorveglianza.
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Confisca per equivalente: quando colpisce i terzi?
Una terza persona ricorre in Cassazione contro l'ordinanza che dispone la confisca di un immobile a lei intestato, sostenendo che tale bene non fosse nella disponibilità del condannato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la confisca per equivalente può colpire beni di terzi quando, pur non essendone formalmente proprietari, il condannato ne abbia la 'disponibilità' di fatto. La Corte ha inoltre confermato che l'individuazione di tali beni spetta al Pubblico Ministero in fase esecutiva, garantendo al terzo la possibilità di opporsi successivamente davanti al giudice dell'esecuzione. La decisione della corte di merito, basata su una valutazione complessiva di vari indizi (rapporto di lavoro tra le parti, prezzo di vendita anomalo, diritto di abitazione mantenuto dal condannato), è stata ritenuta logicamente corretta.
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Confisca: appello del PM convertito in opposizione
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso del Pubblico Ministero contro un'ordinanza del Tribunale di Forlì, che aveva annullato un decreto di esecuzione di una confisca per equivalente per la mancata emissione di un'ingiunzione di pagamento. La Suprema Corte, senza entrare nel merito della questione, ha riqualificato il ricorso del PM come 'opposizione' ai sensi dell'art. 667, comma 4, c.p.p., e ha rinviato gli atti al Tribunale di Forlì per il proseguimento. La decisione si concentra sul corretto rimedio procedurale da utilizzare in questi casi.
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