La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per il reato di disturbo della quiete pubblica a carico dei gestori di un chiosco. Il giudice di primo grado aveva escluso il reato perché solo una famiglia si era lamentata, ma la Suprema Corte ha ribadito che per configurare il reato è sufficiente la potenziale capacità della condotta di disturbare un numero indeterminato di persone, senza necessità di provare il disturbo effettivo. Annullata anche la posizione del funzionario comunale accusato di omissione.
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