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Art. 648-ter Codice Penale — Anno 2026

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Altri anni per Art. 648-ter Codice Penale

Sequestro probatorio: quando è legittimo il vincolo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava il sequestro probatorio di 40.000 euro. La sentenza chiarisce i presupposti per la legittimità della misura, focalizzandosi sulla nozione di 'fumus commissi delicti' e sulla finalità investigativa del vincolo, distinguendola nettamente dai requisiti del sequestro preventivo. Secondo la Corte, i precedenti penali degli indagati possono essere sufficienti a configurare l'astratta ipotizzabilità del reato di riciclaggio.
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Sequestro preventivo duplicazione: quando non si applica
Analisi di una sentenza della Cassazione che dichiara inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo. Il caso riguarda la presunta sequestro preventivo duplicazione del profitto di una truffa e del provento del successivo riciclaggio. La Corte chiarisce che non c'è duplicazione se i reati sono ascritti a soggetti diversi, poiché mancherebbe la coincidenza soggettiva del centro di imputazione economica.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo di oltre 400.000 euro a carico di due soggetti, ritenendo sufficienti gli indizi raccolti. La decisione si fonda sulla presenza non solo dell'ingente somma di denaro, ma anche di macchinette contasoldi, banconote false e dichiarazioni spontanee degli indagati, elementi che insieme costituiscono un valido 'fumus commissi delicti' per i reati di riciclaggio e ricettazione, e un concreto 'periculum in mora'.
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Riciclaggio in ricevitoria: sequestro legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo di attrezzature in una ricevitoria, i cui gestori erano accusati di riciclaggio aggravato. Secondo l'accusa, facilitavano il riciclaggio di denaro di provenienza illecita attraverso giocate al lotto per conto di pregiudicati. La Corte ha ritenuto sussistente sia il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza del reato) sia il 'periculum in mora' (il pericolo di reiterazione), dichiarando inammissibile il ricorso degli indagati. La sentenza chiarisce che anche attività lecite, come la raccolta di scommesse, possono integrare il reato di riciclaggio in ricevitoria se usate per occultare l'origine criminale di fondi.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Due imputati, dopo aver raggiunto un concordato in appello sulla pena, ricorrono in Cassazione contestando la qualificazione dei reati (autoriciclaggio e rapina) e la confisca. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, affermando che l'accordo implica la rinuncia a contestare tali punti, salvo il caso di pena illegale.
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Durata indagini preliminari: quando sono utilizzabili?
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla complessa questione della durata indagini preliminari nei reati associativi permanenti. La sentenza stabilisce che, anche dopo la scadenza del termine massimo, l'emersione di nuovi elementi che attestano la prosecuzione del reato può legittimare una nuova iscrizione nel registro degli indagati, facendo decorrere un nuovo termine e rendendo utilizzabili gli atti successivi. Il ricorso è stato rigettato su questo punto, ma accolto per un vizio di manifesta illogicità relativo a capi d'imputazione per estorsione.
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Scissione societaria: reato di bancarotta e confini
La Corte di Cassazione ha confermato che una scissione societaria, pur essendo un'operazione formalmente lecita, può costituire bancarotta fraudolenta. Nel caso esaminato, un amministratore aveva trasferito beni di valore, tra cui auto di lusso, da una società in crisi a una nuova entità da lui controllata, per poi rivenderli e distrarre i fondi. La Corte ha ritenuto l'operazione finalizzata a depauperare il patrimonio a danno dei creditori. È stata invece dichiarata la prescrizione per il connesso reato di autoriciclaggio.
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