LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 645 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

Pagina 2 di 2

Altri anni per Art. 645 Codice di Procedura Civile

Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
Una società ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello relativa a differenze retributive dovute a un ex dipendente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando i rigorosi requisiti procedurali necessari per un valido ricorso per cassazione. La decisione evidenzia in particolare il principio di autosufficienza, che impone al ricorrente di trascrivere e indicare con precisione gli atti e gli argomenti processuali su cui si fonda l'impugnazione, senza i quali il ricorso è destinato al fallimento.
Continua »
Indennità speciale: limiti della potestà regionale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'avvocatessa dipendente di un ente pubblico che richiedeva una indennità speciale basata su una delibera regionale. La Corte ha stabilito che i trattamenti economici dei dipendenti pubblici, anche se avvocati, devono rispettare la contrattazione collettiva e la legislazione statale in materia di ordinamento civile, invalidando l'atto regionale che prevedeva benefici economici extra.
Continua »
Opposizione a cartella: il giudice deve decidere nel merito
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di opposizione a cartella esattoriale. Anche se l'atto di riscossione presenta vizi formali, come la decadenza dall'iscrizione a ruolo, il giudice non può limitarsi ad annullarlo. Deve, invece, procedere con l'esame del merito della pretesa, accertando l'effettiva esistenza e l'ammontare del debito. La Corte ha chiarito che il giudizio di opposizione si trasforma in un processo ordinario volto a verificare la fondatezza del credito, analogamente a quanto accade nell'opposizione a decreto ingiuntivo. Di conseguenza, la sentenza di appello che si era fermata alla sola declaratoria di illegittimità della cartella è stata cassata con rinvio.
Continua »
Retribuzione P.O.: no a compensi extra per incarichi
Un dipendente di un ente locale, già titolare di Posizione Organizzativa (P.O.), richiedeva un compenso aggiuntivo per aver assunto la responsabilità di un'altra unità operativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la retribuzione P.O. è governata dal principio di onnicomprensività. Secondo la Corte, tale trattamento economico assorbe già ogni compenso per ulteriori incarichi, salvo espresse e specifiche deroghe previste dalla contrattazione collettiva, che nel caso di specie mancavano.
Continua »
Compensi avvocati PA: quando matura il diritto?
Un avvocato dipendente di un'amministrazione regionale ha richiesto il pagamento di compensi professionali legati a sentenze favorevoli. La questione centrale era stabilire se il diritto a tali compensi sorgesse al momento del deposito della sentenza o solo quando questa diventava definitiva (passata in giudicato). La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4395/2025, ha stabilito che il momento determinante è il passaggio in giudicato della sentenza, come previsto dalla normativa regionale. Questo criterio è fondamentale per il calcolo del tetto massimo annuale dei compensi. La Corte ha cassato la decisione precedente per non aver applicato correttamente questo principio ai pagamenti passati e ha rinviato il caso per una nuova valutazione.
Continua »
Accertamento tributario e contributi: il nesso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un contribuente che contestava un avviso di addebito per contributi previdenziali. La richiesta si basava su un maggior reddito derivante da un accertamento tributario, che il contribuente stava già impugnando in sede fiscale. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'accertamento tributario non invalida né sospende la richiesta di contributi. I due giudizi sono autonomi e l'accertamento fiscale ha valore di presunzione. Spetta al contribuente dimostrare nel merito, davanti al giudice del lavoro, l'infondatezza della pretesa contributiva, non potendosi limitare a eccepire la pendenza del giudizio tributario.
Continua »