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Art. 644-ter Codice Penale — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 644-ter Codice Penale

Usura ed Estorsione: Rinegoziazione del Debito e Minacce Confermato il Reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per Usura ed Estorsione a carico di due individui. Questi avevano prestato denaro a una Vittima, per poi rinegoziare il debito con interessi usurari e usare minacce per ottenere il pagamento. I Ricorrenti avevano contestato la natura del reato di usura, la validità delle prove e la corretta qualificazione dell'estorsione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che una rinegoziazione con nuove condizioni e interessi illeciti configura un nuovo reato di usura e che la minaccia per riscuotere un credito usurario costituisce estorsione, non esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
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Prescrizione del reato di usura: condanna confermata
L'Imputato ha prestato denaro a tassi spropositati alla Vittima, incassando l'ultimo assegno in esecuzione dell'accordo illecito il 27 dicembre 2007. Successivamente, L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che la prescrizione del reato di usura fosse già maturata. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta e stabilito che la prescrizione del reato di usura decorre esclusivamente dalla data dell'ultima riscossione degli interessi o del capitale. Trattandosi di un illecito a consumazione prolungata, i versamenti successivi costituiscono parte integrante della condotta tipica. Calcolando anche i periodi di sospensione del processo, il termine prescrizionale risulta ancora lontano dal maturarsi. L'Imputato perde definitivamente il ricorso e subisce la condanna al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei costi di difesa sostenuti dall'Associazione Antiracket costituita parte civile.
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Prescrizione del reato di usura: le cambiali fermano il tempo
L'imputato viene condannato per il reato di usura aggravata ai danni di una vittima e di suo figlio. L'imputato propone ricorso sostenendo che la prescrizione del reato di usura sia già maturata. Secondo la difesa, il reato si sarebbe consumato con l'ultimo versamento in contanti avvenuto nel 2005. La Corte di Cassazione respinge la tesi difensiva. I giudici chiariscono che la consegna di nuove cambiali nel maggio 2006 per dilazionare il debito estende il momento consumativo del reato. La prescrizione del reato di usura decorre infatti dall'ultima riscossione o dalla consegna dei titoli di credito. Pertanto, il reato non è prescritto e la condanna diventa definitiva con l'obbligo di pagare le spese processuali.
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Prova reato di usura: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8307/2024, si è pronunciata su un caso di usura e tentata estorsione. Pur confermando la colpevolezza dell'imputato basata sulla valutazione di credibilità delle vittime, la Corte ha annullato parzialmente la condanna. La decisione evidenzia un vizio di motivazione riguardo alle circostanze aggravanti per uno dei capi d'imputazione, sottolineando come la prova del reato di usura e dei suoi elementi accessori richieda un'argomentazione giudiziale specifica e non generica. Il caso viene rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo punto specifico.
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Reato di Usura Continuato: Cassazione e Prescrizione
La Corte di Cassazione annulla con rinvio una sentenza di condanna per usura. L'oggetto del contendere è la corretta qualificazione del reato di usura continuato, fondamentale per determinare l'inizio della decorrenza della prescrizione. La Suprema Corte ha ritenuto che la sentenza impugnata fosse carente nel definire se si trattasse di un'unica condotta prolungata o di più episodi distinti, un'ambiguità che incide sia sul calcolo della prescrizione sia sulla determinazione della pena.
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Prescrizione reato di usura: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per usura a causa della prescrizione del reato. La sentenza chiarisce che il termine di prescrizione reato di usura decorre dall'ultimo atto di riscossione del credito, non da una successiva sentenza civile. Il caso è stato rinviato per rideterminare la pena per un altro capo d'imputazione.
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Ricorso inammissibile per usura: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in un caso di usura aggravata. L'imputato, già condannato in appello, ha riproposto motivi generici e reiterativi, senza un confronto critico con la sentenza impugnata. La Corte ha ribadito l'inammissibilità del ricorso in caso di 'doppia conforme' e per la rottura della catena devolutiva.
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Ricorso inammissibile per usura: la Cassazione decide
Un soggetto condannato per usura in primo e secondo grado ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, lamentando vizi procedurali, l'inutilizzabilità di alcune prove e l'errata applicazione della legge. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. La sentenza chiarisce importanti principi sulla validità delle prove e sui limiti del giudizio di legittimità, ribadendo che la Cassazione non può riesaminare i fatti ma solo verificare la corretta applicazione del diritto.
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Reato di usura: quando si prescrive il delitto?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reato di usura aggravata. La sentenza chiarisce che, essendo l'usura un reato a consumazione prolungata, la prescrizione decorre dall'ultimo pagamento di interessi o capitale, non dalla data dell'accordo iniziale. La Corte ha inoltre escluso la configurabilità del recesso attivo e confermato la nozione di 'stato di bisogno' come condizione di difficoltà che limita la libertà negoziale della vittima.
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