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Art. 644 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 644 Codice Penale

Concordato in appello: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso dopo un concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.). In un caso di traffico di stupefacenti, la Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati che, dopo aver concordato la pena in appello, hanno tentato di riproporre in Cassazione motivi a cui avevano rinunciato. La sentenza ribadisce che la rinuncia ai motivi ha un effetto preclusivo, limitando la cognizione del giudice di legittimità. Per altri imputati, la Corte è intervenuta sulla prescrizione di alcuni reati e ha annullato con rinvio la sentenza per disparità di trattamento sanzionatorio.
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Emissione fatture false: il dolo specifico spiegato
La Cassazione analizza un caso di emissione fatture false per fini diversi dall'evasione, come ottenere liquidità. La Corte conferma che per il reato è sufficiente la consapevolezza che le fatture permetteranno l'evasione fiscale a terzi, anche se questo non è lo scopo principale. La sentenza annulla parzialmente le condanne, per prescrizione e per rivalutare il reato di distruzione delle scritture contabili, mancando la prova della loro esistenza.
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Ricorso inammissibile: spaccio e usura confermati
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato in appello per spaccio continuato di sostanze stupefacenti, usura e porto illegale di un coltello. La Corte ha ritenuto le censure dell'imputato del tutto generiche e non in grado di confrontarsi con le solide prove raccolte, che includevano dichiarazioni, intercettazioni e sequestri. La sentenza conferma l'importanza di motivazioni specifiche nei ricorsi e ribadisce i criteri per escludere la lieve entità del fatto in caso di attività di spaccio professionali e prolungate nel tempo.
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Reddito di cittadinanza: condanna e revoca del sussidio
La Corte di Cassazione conferma la condanna per indebita percezione del reddito di cittadinanza a un soggetto che aveva omesso di dichiarare una condanna definitiva per reati di stampo mafioso. La Corte ribadisce la legittimità dei requisiti morali, come l'assenza di condanne per reati ostativi negli ultimi dieci anni, quale presupposto inderogabile per l'accesso al beneficio.
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Diritto al silenzio: Cassazione su sanzioni per droga
La Corte di Cassazione si pronuncia su diversi ricorsi in materia di spaccio, estorsione e usura. La sentenza affronta temi cruciali come i limiti del diritto al silenzio per il testimone acquirente di stupefacenti, il principio della "doppia conforme" e l'annullamento per errore di calcolo della pena. Viene stabilito che le sanzioni amministrative previste per l'uso personale di droga non hanno natura punitiva, pertanto il testimone non gode del diritto al silenzio. La Corte annulla senza rinvio la sentenza per una ricorrente, rideterminando la pena a causa di un evidente errore materiale nel conteggio effettuato in appello.
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