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Art. 64-bis Codice della Crisi d'Impresa — Anno 2026

Altri anni per Art. 64-bis Codice della Crisi d'Impresa

Società cancellata: no al Piano di ristrutturazione
Il Pubblico Ministero ha chiesto la liquidazione giudiziale di una società cancellata dal registro delle imprese per presunte condotte distrattive. La società ha eccepito l'irregolarità del ricorso depositato in formato cartaceo e ha proposto un Piano di ristrutturazione soggetto a omologazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando l'apertura della liquidazione giudiziale. La Corte ha chiarito che il deposito cartaceo urgente del Pubblico Ministero è valido se l'atto ha raggiunto il suo scopo senza ledere la difesa. Inoltre, ha sancito che una società già cancellata ed estinta non può accedere al Piano di ristrutturazione, in quanto tale strumento presuppone la continuità o la gestione attiva di un'impresa esistente, equiparando l'omissione legislativa a una mera svista sistematica.
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Vince l’asta, fa ricorso e la rivince: nullo per difetto di interesse
Un'azienda si aggiudica un compendio aziendale in una procedura competitiva. Successivamente, un'altra società presenta un'offerta molto più alta. Il Tribunale sospende la vendita e indice una nuova gara. L'aggiudicataria originale impugna questa decisione. Tuttavia, nelle more del giudizio, partecipa alla nuova gara e si aggiudica nuovamente l'azienda a un prezzo superiore. La Corte di Cassazione, a questo punto, dichiara il ricorso inammissibile per 'sopravvenuto difetto di interesse'. L'azienda, avendo ottenuto il bene che voleva, non ha più un interesse concreto a contestare la decisione che ha portato alla seconda asta.
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